Italia delle Regioni
In un precedente articolo abbiamo riferito come la Conferenza delle Regioni italiane abbia stilato un bilancio sulle attività svolte nel 2025 e un’agenda delle iniziative che intraprenderà nel corso del 2026.
In questo secondo articolo descriveremo l‘impegno delle Regioni sui capitoli di Politica di coesione e nuovo quadro finanziario europeo, di Sviluppo economico, investimenti esteri e imprese, di Territori, sport, solidarietà e giovani, di ambiente e transizione energetica, degli interventi per il sostegno alla disabilità e per l’inclusione sociale, formazione per chi è fuoriuscito dal mercato del lavoro e per chi ancora studia, dei progetti per l’housing e la rigenerazione urbana, degli investimenti nelle competenze e nell’aggiornamento professionale, delle materie di competenza regionale che saranno interessate dalla conclusione del PNRR a giugno prossimo.
Sul fronte europeo la seconda metà del 2025 ha visto le Regioni impegnate sulla politica di coesione, sia intervenendo sulla revisione di medio termine della programmazione 2021-2027 sia in difesa della specificità regionale nella programmazione del nuovo bilancio pluriennale dell’Unione 2028-2034.
Le Regioni hanno in più occasioni espresso una posizione unitaria contro la centralizzazione delle risorse per la coesione, chiedendo che il futuro bilancio dell’Unione continui a basarsi su approccio “place-based” e su una governance multilivello, con un ruolo protagonista delle Regioni, e respingendo l’ipotesi di accorpare Coesione e Pac in un Fondo unico. L’obiettivo è quello di costruire una posizione nazionale che tenga insieme esigenze di finanza pubblica e difesa della politica di coesione come pilastro dell’Europa dei territori.
Su questo è aperto un dialogo costante con i principali interlocutori europei, tra cui il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, intervenuto proprio lo scorso 18 novembre in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Sviluppo economico, investimenti esteri e imprese – Sul fronte dello sviluppo economico, gli ultimi mesi hanno confermato la volontà di rafforzare l’alleanza tra sistema delle imprese e sistema delle Regioni.
L’incontro a Roma tra Confindustria e la Conferenza delle Regioni ha rilanciato il confronto su coesione, sanità, turismo e investimenti, con l’obiettivo di arrivare alla legge di bilancio e ai principali appuntamenti del 2026 con proposte condivise. Qualche settimana dopo, nel corso della terza edizione di Selecting Italy a Trieste è arrivata la firma dell’accordo tra Conferenza delle Regioni e Confindustria per un coordinamento stabile sull’attrazione degli investimenti, orientato a semplificazione, digitalizzazione e monitoraggio dei risultati.
Proprio durante Selecting Italy, i territori sono tornati al centro delle strategie per attrarre investimenti internazionali, puntando su tre filiere chiave: tecnologie avanzate e manifattura, transizione energetica e tecnologie pulite. Si è trattato di un grande evento che, oltre ai momenti di confronto pubblico, ha offerto spazi operativi e incontri diretti tra Regioni e imprese.
Territori, sport, solidarietà e giovani – Il bilancio di fine anno passa anche attraverso sport, solidarietà e nuove generazioni. Sul versante dello sport, il 4 dicembre si è riunito a Roma il Tavolo permanente tra Governo, Regioni e Province autonome, che a un anno dalla sua istituzione si è allargato alla partecipazione di Coni e CIP. Al centro del confronto, lo stato di attuazione del Patto per lo Sport firmato a Matera lo scorso giugno.
La Coppa Italia delle Regioni 2025 ha vissuto un anno da record per gare, territori coinvolti e pubblico. La manifestazione ciclistica, nata nel 2024, si conferma un progetto che unisce sport, arte e identità locali e che punta, in quest’anno appena iniziato, ad allargare ulteriormente la partecipazione.
Sul fronte della solidarietà internazionale, la Conferenza delle Regioni ha risposto all’appello del Governo mettendosi a disposizione del piano “Italy for Gaza”, coordinato dalla Protezione Civile nazionale, con una ricognizione sempre aggiornata delle dotazioni regionali – ospedali da campo, mezzi di soccorso, strutture di prima assistenza – per interventi coordinati sugli aiuti sanitari, abitativi, alimentari ed educativi.
Un altro capitolo importante riguarda i giovani. Il volume “I giovani e la Regione del futuro – Riflessioni, prospettive, opportunità” raccoglie l’esito di un percorso di ascolto degli under 35 e individua quattro grandi sfide: transizione digitale, transizione verde, benessere psico-fisico, mobilità sociale ed educativa. Da qui sono nate undici proposte concrete, tra cui una strategia nazionale integrata per le politiche giovanili, il pieno utilizzo del Servizio civile universale e misure per rafforzare competenze digitali e partecipazione civica.
Altri campi disimpegno saranno: ambiente e transizione energetica, interventi per il sostegno alla disabilità e per l’inclusione sociale, formazione per chi è fuoriuscito dal mercato del lavoro e per chi ancora studia, progetti per l’housing e la rigenerazione urbana.
Non da ultimo, vanno citati gli investimenti nelle competenze e nell’aggiornamento professionale, con un impegno diretto anche del Centro Studi delle Regioni Cinsedo, che promuove Seminari di formazione sui temi di maggiore attualità per il personale dirigente e non delle Regioni italiane.
Nel 2026 queste tematiche saranno tutte al centro del lavoro delle Regioni, con un accento ulteriore sulle materie di competenza regionale che saranno interessate dalla conclusione del PNRR a giugno prossimo. Le prossime tappe saranno il bilancio 2026, gli appuntamenti europei e i nuovi cantieri di riforma.
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