Italia delle Regioni
La Conferenza delle Regioni italiane ha stilato un bilancio sulle attività svolte nel 2025 e un’agenda delle iniziative che intraprenderà nel corso del 2026.
Il Presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha dichiarato come il nuovo anno si presenti fitto di impegni e ricco di programmi da realizzare: politiche da costruire insieme alle comunità, ai territori e alle generazioni più giovani, una sanità più equa e innovativa, una finanza pubblica sostenibile che sia sprone agli investimenti, una politica di coesione europea capace di ridurre i divari, un dialogo istituzionale orientato a dare risposte di prossimità, insieme ai grandi eventi come “L’Italia delle Regioni” e “Selecting Italy”.
D’altronde, com’è nello spirito della Conferenza delle Regioni, si tratta di incidere positivamente nelle scelte che riguardano i cittadini, di sostenere la coesione economica e sociale, di porre le basi per un futuro prospero per il Paese e per le prossime generazioni.
Nel comunicato delle Regioni: “Sanità, prima di tutto. Nelle ultime settimane del 2025, le Regioni hanno posizionato la sanità sul vettore dell’innovazione e dell’equità con il via libera in Conferenza Stato-Regioni alle risorse per la nuova piattaforma nazionale di telemedicina, gestita da Agenas e integrata con le infrastrutture regionali, con la richiesta di risorse aggiuntive e di un’analisi chiara dei fabbisogni, per orientare meglio i progetti e accelerare lo sviluppo della sanità digitale“.
In ambito finanziario le Regioni hanno espresso l’accordo sul riparto del Fondo sanitario 2025, oltre 136 miliardi di euro. La quota principale resta legata a popolazione, bisogni sanitari per età e indicatori sociali (povertà, istruzione, disoccupazione), per tenere insieme quantità e qualità della domanda di salute. Con una novità significativa: nella parte premiale entrano per la prima volta criteri legati a densità abitativa ed estensione dei territori, per riconoscere il costo aggiuntivo dei servizi nelle aree interne e montane.
Tra le ultime decisioni, sono arrivati anche la proroga di un anno Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025 (con precise raccomandazioni delle Regioni su calendario vaccinale e finanziamenti da irrobustire), il via libera al Piano nazionale per la Salute Mentale e a quello per la cronicità, l’aggiornamento dei LEA e l’impegno nell’abbattimento delle liste d’attesa.
Finanza pubblica e Manovra economica 2026. Le criticità relative al contributo delle Regioni alla finanza pubblica 2025–2029 sono state in parte superate in sede di manovra economica con importanti garanzie sulla riduzione del contributo 2026 e con una diversa contabilizzazione del Fondo anticipazioni di liquidità, che hanno evitato un impatto eccessivo sui bilanci regionali.
La legge di bilancio 2026 ha risposto ad alcune istanze reputate decisive per le Regioni: oltre all’incremento delle risorse destinate a sanità, su cui però le Regioni chiedono maggiore libertà di azione per indirizzare al meglio la spesa, è stato apprezzato il finanziamento di 250 milioni annui per le borse di studio e quello riguardante il Fondo regionale di protezione civile.
Anche le risorse a favore della mobilità inserire in legge di bilancio serviranno a garantire i servizi del trasporto pubblico locale altrimenti a rischio, così come i ristori della perdita di gettito derivanti dalla manovra fiscale per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome.
Restano aperti altri capitoli su cui continuerà il confronto tra Regioni e Governo, con la perplessità forte che riguarda l’inserimento dell’articolato sui LEP Livelli Essenziali delle Prestazioni nel testo della manovra.
Contratti pubblici: sanità, funzioni locali e settore forestale. Nel 2025 si è conclusa la stagione dei rinnovi contrattuali 2022–2024 nei settori di competenza regionale: sanità, funzioni locali e comparto forestale. Centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno visto rinnovati i propri contratti, in tempi ravvicinati, grazie al lavoro congiunto tra parti datoriali e sindacati. Un risultato che rafforza tutele, riconoscimenti economici e attrattività del lavoro pubblico nei territori.
È già aperta la nuova fase: sono in preparazione gli atti di indirizzo per i contratti della prossima tornata, con l’obiettivo di allineare i tempi delle trattative alla durata dei contratti, dando più stabilità al personale e maggiore capacità di programmazione alle amministrazioni.
In un successivo articolo descriveremo l‘impegno delle regioni sui capitoli di Politica di coesione e nuovo quadro finanziario europeo, di Sviluppo economico, investimenti esteri e imprese, di Territori, sport, solidarietà e giovani, di ambiente e transizione energetica, degli interventi per il sostegno alla disabilità e per l’inclusione sociale, formazione per chi è fuoriuscito dal mercato del lavoro e per chi ancora studia, dei progetti per l’housing e la rigenerazione urbana, degli investimenti nelle competenze e nell’aggiornamento professionale, delle materie di competenza regionale che saranno interessate dalla conclusione del PNRR a giugno prossimo.
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