Dariuss (Film, 2023)

Guerrilla Metropolitana affronta la regia del suo primo lungometraggio (60’) dopo alcuni corti che facevano intuire tutto il suo talento visivo e immaginifico. Dariuss parte con un titolo rosso sangue su sfondo nero stile Profondo rosso, ma non è certo un horror tradizionale. Tutt’altro. Caso mai è un’esperienza visiva totalizzante, lontana mille miglia da certe produzioni horror commerciali. Dariuss è un horror di nicchia che piacerà a chi non ama le convenzioni, magari conosce Deodato (il film è a lui dedicato) e Massaccesi, in arte Joe D’Amato, ama lo splatter più duro e il gore più angosciante.

Si parte con una scena dolce e tranquillizzante, un laghetto della campagna inglese, una colonna sonora suadente, quindi una dissolvenza in rosso trasporta verso flashback onirici di luoghi sordidi e periferici, la fotografia diventa cupa e angosciante, la pellicola si sgrana, il colore passa da un livido bianco e nero a una colorazione intensa. Il tono di fondo è quello del cinema muto, non ci sono dialoghi, la velocità della pellicola segna un passo accelerato, ma la sonorità è composta di grida, urla, sussurri maniacali (Chi è Dariuss?), mentre assistiamo alla turpe nascita di un bambino nel parco. La macchina da presa si muove ondeggiando, instabile e frenetica, inquieta, introduce a stilemi e rimandi del vecchio cinema horror con porte che cigolano e irruzioni di violenza estrema nella storia. Tutto diventa bizzarro e sconvolgente con l’irruzione di un folle individuo nella vita di una famiglia per niente ordinaria. Abbiamo una donna che si spreme il latte dal seno e ci riempie le bottiglie, un uomo alcolizzato che vaga per la città, una bambina che pare il solo personaggio positivo di una famiglia inquietante. Quando il maniaco colpisce lo fa con una violenza estrema ed è in questa parte del film che il regista dimostra tutto il suo talento visionario. Il massacro della donna, la violenza carnale, il pasto tribale con le sue interiora portano a un crescendo di angoscia quasi insostenibile. Il delitto dell’uomo è ancora più feroce, se mai possibile, macabro alla massima potenza, folle per eccesso di particolari ed esibizione del male. Tutto il film è costellato di sequenze di masturbazioni maschili e femminili, membri virili in erezione, getti di sperma, stupri, violenze eccessive, sevizie, tagli di arti, torture, dita che cadono sul pavimento ma non c’è un briciolo di erotismo, solo sequenze macabre e disturbanti.

Il montaggio alterna parti romantiche e dolci a scene incredibilmente turpi, che non passerebbero mai il vaglio di una censura per una distribuzione ordinaria italiana. Un trionfo di gore e di citazioni da Antropophagus di Joe D’Amato, ma non è auto cannibalismo, qui le interiora umane vengono divorate da un killer sadico e folle. Vediamo quadri che lacrimano sangue in un crescendo di follia onirica e visiva mentre il film termina dopo i titoli di coda, che sono soltanto rumori di fondo.

Dariuss è un viaggio nella follia umana di circa un’ora, girato in stile Guerrilla Metropolitana, senza permessi, secondo regole underground e fuori da ogni logica commerciale. Il film, la cui forza è un’espressione artistica pura, il montaggio d’autore, la lotta al politicamente corretto, contiene horror ma anche novelle vague, follia psichedelica e incubi malati, costruito con un meccanismo di scatole cinesi. Siamo in presenza di un’esperienza audiovisiva pura che coinvolge lo spettatore negli eventi, chi guarda il film vede l’azione come se la vivesse, può restare disgustato o estasiato, secondo la sensibilità, mai indifferente. Un anno e mezzo di lavoro per raccontare una storia senza dialoghi, basata su un mix di incredibili emozioni. Incesto, stupro, necrofilia, masturbazioni, membri esibiti, seni nudi, sesso e follia. Aggiungo versi animaleschi, una famiglia ombrosa e personaggi ambigui, un maniaco perverso, una bambina innocente (ma lo sarà davvero?) in un contesto folle, carnefici e vittime che si scambiano di ruolo, le vittime che non sono migliori dei carnefici.

Tutto si svolge in una sorta di regno del male in un meccanismo a scatole cinesi, all’interno del quale pare indifferente se cominciare a vedere il film dall’inizio oppure capovolgerne il montaggio fremente e rapido, per salti temporali. Questo è Dariuss. Chi è Dariuss? Vedere il film per capire, ma può anche darsi che alla fine di tutto l’interrogativo resti irrisolto. Le domande più importanti sono quelle senza risposta, dice l’autore in apertura di pellicola. E il film si presta a molteplici interpretazioni senza una risposta razionale. Dariuss ha già attivato un percorso distributivo che contempla festival di genere e distribuzione americana in dvd. Un film che non lascia indifferenti e che consigliamo di vedere, solo se preparati

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Regia, Montaggio e Fotografia: GUERRILLA METROPOLITANA (ARCHIBALD KANE assistente tecnico esecutivo); Colonna sonora (ad eccezione del brano col pianoforte): GUERRILLA METROPOLITANA e altri della ex band MONOXIDE. Effetti speciali: GUERRILLA METROPOLITANA (Stella Rose assistente). Soggetto, Sceneggiatura, Produzione: GUERRILLA METROPOLITANA. Durata: 60’. Genere: Horror. Cast: ILA ARGENTO (moglie), ARCHIBALD KANE (marito), GUERRILLA METROPOLITANA (maniaco), MARIE ANTOINETTE DE ROBESPIERRE (nonna), SARAH ISABEL (donna incinta), La piccola MEDUSA S (ragazzina), STELLA (gattina).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog La Cineteca di Caino”]

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