Premio Sacharov 2020

Sviatlana Tsikhanouskaya e Veranika Tsapkala hanno ricevuto il Premio Sacharov 2020 per la libertà di pensiero in rappresentanza dell’opposizione democratica bielorussa che sta tenendo proteste pacifiche in tutto il paese per la difesa della democrazia e per nuove e trasparenti elezioni. L’annuncio è stato dato dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, in plenaria a Bruxelles, proclamando i vincitori del Premio, a seguito di una precedente decisione della Conferenza dei Presidenti (Presidente e leader dei gruppi politici).

Il Premio Sacharov per la libertà di pensiero viene assegnato ogni anno dal Parlamento europeo. È stato istituito nel 1988 per onorare le persone e le organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà fondamentali. Il suo nome è in onore del fisico sovietico e dissidente politico Andrei Sacharov e il premio in denaro è di 50.000 euro. L’anno scorso il premio è stato assegnato a Ilham Tohti, un economista uiguro che lotta per i diritti della minoranza uigura cinese. I finalisti di questa edizione sono stati gli attivisti del Guapinol, ovvero Porfirio Sorto Cedillo, José Avelino Cedillo, Orbin Naún Hernández, Kevin Alejandro Romero, Arnold Javier Aleman, Ever Alexander Cedillo, Daniel Marquez e Jeremías Martínez Díaz dall’Honduras e Monsignor Najeeb Michaeel, arcivescovo di Mosul. La cerimonia di premiazione per il 2020 si è tenuta lo scorso 16 dicembre.

La Bielorussia si trova nel bel mezzo di una crisi politica, dopo le controverse elezioni presidenziali del 9 agosto che hanno portato a una rivolta contro il presidente autoritario Aliaksandr Lukashenko e a una successiva repressione brutale dei manifestanti da parte del regime. L’opposizione democratica in Bielorussia è rappresentata dal Consiglio di coordinamento, iniziativa di donne coraggiose come Sviatlana Tsikhanouskaya, candidata principale dell’opposizione, Svetlana Alexievich, Premio Nobel, Maryia Kalesnikava, musicista e attivista, Volha Kavalkova, Veranika Tsapkala, manager e attivista e figure della società civile come Siarhei Tsikhanouski, video blogger e prigioniero politico, Ales Bialiatski, fondatore dell’organizzazione per i diritti umani “Viasna”, Siarhei Dyleuski, Stsiapan Putsila, fondatore del canale Telegram NEXTA e Mikola Statkevich, prigioniero politico e candidato alle presidenziali del 2010.

Il Presidente Sassoli ha dichiarato: “Desidero congratularmi con i rappresentanti dell’opposizione bielorussa per il loro coraggio, la loro resilienza e la loro determinazione. Si sono dimostrati e continuano a dimostrarsi forti di fronte a un avversario molto più potente. Ma ciò che li sostiene è qualcosa che la forza bruta non potrà mai sconfiggere: la verità. Ecco, dunque, il mio messaggio per voi, cari vincitori: continuate ad essere forti e non rinunciate alla vostra lotta. Sappiate che siamo con voi. Noi così come il mondo intero siamo pienamente consapevoli di quanto stia accadendo nel vostro paese. Vediamo il vostro coraggio. Il coraggio delle donne. Vediamo la sofferenza. Vediamo abusi indicibili. Vediamo la violenza. Vediamo la vostra aspirazione e determinazione a vivere in un paese democratico in libertà e tutto questo ci ispira. Vi sosteniamo nella vostra lotta. Vi rendiamo onore. Vi rendiamo omaggio per la vostra resistenza e perseveranza. Vorrei aggiungere una parola anche sulla recente uccisione di uno dei finalisti di quest’anno, il signor Arnold Joaquín Morazán Erazo, parte del gruppo ambientalista di Guapinol. Il gruppo si sta opponendo a una miniera di ossido di ferro in Honduras. È imperativo che venga avviata un’indagine credibile, indipendente e immediata su questo caso e che i responsabili siano chiamati a risponderne”.

Nel ricevere il premio, la principale candidata dell’opposizione Sviatlana Tsikhanouskaya ha detto: “Ogni singolo cittadino bielorusso che prende parte alla protesta pacifica contro la violenza e l’illegalità è un eroe [e un’eroina]. Ognuno di loro è un esempio di coraggio, compassione e dignità. I bielorussi scendono in strada ogni settimana dalle elezioni del 9 agosto. Marciano per il proprio futuro e per il futuro di chi non può essere lì. Marciano per la libertà e la dignità dei bielorussi, degli europei, per la vostra e la nostra. Senza bielorussi liberi, neppure l’Europa è completamente libera. Ho un unico desiderio per quest’anno. Voglio che tutti i bielorussi che ora sono in prigione o sono stati costretti a vivere in esilio ritornino a casa”.

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