Flavio

Mai come stavolta quasi tutto il popolo social è stato d’accordo; gli si è offerto in un piatto d’argento una pietanza super succulenta: Briatore e il Covid 19.

La storia è notissima; lui è l’antipatico per eccellenza, uno che mastica pane e caviale e ci tiene a sottolinearlo sempre; imprenditore di successo, ha fatto dell’antipatia la sua bandiera. E ci ha lavorato su. Non bello, l’aria di un muratore suonato sempre un po’ buzzicone, forse da piccolo avrebbe voluto da grande essere Agnelli. Inarrivabile. Per quanto ricco possa diventare, Flavio ha due grandi gap: primo non è di Torino ma della provincia e, secondo, non ha il fisico. Insomma, anche lui – povera stella – avrà avuto le sue sconfitte e delusioni. Comunque riesce a sfondare e così diventa il simbolo del lusso con ristoranti esclusivi, club esclusivi, macchine esclusive, donne esclusive (ah no, quello è un altro capitolo).

Tornando al presente, il tipo che fa? Tuona contro i divieti e le chiusure causa virus e – che succede? – un focolaio si accende proprio in uno dei suoi templi. E lui pure viene infettato. Apriti cielo. Le frasi più gentili hanno avuto la parola Karma come dominante; per il resto ognuno si è espresso in libertà quasi tutti però concordi nell’ augurare il peggio. Ma Flavio non credo si sia stupito.

Lui è antipatico e riesce ad essere simpatico solo con i ricchi come lui o più di lui. La frase che lo consegna ai “mortacci” di tutti è quella sulle donne dei poveri che a suo avviso sono “cesse”. Non si è potuto esprimere al vetriolo sulla gente del sud perché in epoche passate ne ha sposata una: calabrese addirittura. Se avesse infierito avrebbe offeso il 50% del figlio Falcon, cioè Fal. Non si può. Allora ha scelto i poveri, molto più facili da colpire. Ora è in ospedale, odiato forse più di Salvini che aspetta di sapere come andrà.

Intanto il popolo social continua con i suoi insulti. Ma lui se ne sbatte altamente. Forse la cosa migliore da fare sarebbe il silenzio totale. Ma non è questo il periodo, purtroppo. Per passare da uno squallore a un altro mi viene in mente il manifesto funebre di quella vecchietta morta di recente. I parenti hanno voluto ricordarla con la mano in posizione dito medio alzato. “Lei era così, una molto originale” hanno spiegato.

Mi immagino la vecchietta forse malata sul letto di morte imbottita di farmaci che discuteva con i suoi cari quale foto mettere sulle carte funebri. Ma fatemi il piacere! Forse questa storia dei social sta sfuggendo di mano a molti. Pur di apparire e fare notizia si calpesta il buon gusto e la decenza. Pensavamo di essere nel peggio ma forse ancora non abbiamo raggiunto il picco, proprio come una pandemia di maleducazione e stupidità.

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