L’orrore continuo

Con tutte le ragioni, il Presidente Mattarella in Polonia ha parlato di orrore per i crimini russi in Ucraina. Alle distruzioni, al massacro di civili, si unisce ora l’eccidio di bambini, confessato da un mercenario dell’infame Wagner. I soldati della Wagner sono gente della peggiore specie, reclutata spesso tra detenuti di delitti comuni nelle prigioni, ma non agiscono se non pagati e autorizzati da Putin. I peggiori orrori li compiono loro, quando persino gli ufficiali dell’Esercito rifiutano di sporcarsi le mani.

Il mondo civile condanna questi eccidi, ma l’unico argine sta nella resistenza e in una vittoria degli eroici soldati di Kiev. E inutilmente ci si aspetta una condanna non soltanto esplicita, ma senza attenuanti o scappatoie diplomatiche, da parte di persone che dovrebbero essere alla testa della rivolta morale. Non parliamo dell’indegno Giuseppe Conte, il cui opportunismo e la cui viltà sono ogni giorno più evidenti. Parlo di chi dovrebbe essere la guida morale del mondo cristiano, o perlomeno cattolico: il Papa. Francamente, quando ascolto i suoi queruli e generici appelli alla pace, sento una forma di rigetto e quasi di nausea.

Dall’inizio della guerra, il Vicario di Cristo (che scacciava i mercanti dal Tempio) non ha avuto una sola parola contro Putin, la Russia, gli eccidi quotidiani, o per la sorte di bambini trafugati o massacrati. Da qualche parte, Giovanni Paolo II deve rivoltarsi nella tomba.

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