Uomini e orsi

Questa triste storia che vede protagonista un’orsa e un umano ha preso pieghe grottesche. Un popolo di animalisti comodi da casa ha amato questa creatura e si è indignato all’ipotesi che venisse uccisa.

Peccato avessero tralasciato il danno collaterale e cioè il povero ragazzo ucciso. Ho visto foto di umani e orsi con sotto scritto “Chi è l’assassino?” e ho alzato le spalle impotente. Ma vorrei vedere voi in una situazione simile. Che fareste cari amici degli animali? Avete varie possibilità, ve le elenco: 1 – vi ricordate delle utilissime istruzioni “cosa fare se incontrate un orso”: state fermi immobili manco un tremolio e non fate un plissé mentre 150 kili incazzati vi vengono addosso; 2 – se vi colpisce con unghie come rasoi voi appallottolatevi in terra con la testa tra le braccia; 3 – Trovate della cacca (facile) e gettatela contro.

Allora, facciamo finta che avete seguito alla lettera le istruzioni e siete ancora vivi. A questo punto iscrivetevi al WWF e fate la richiesta per il porto d’armi in caso decideste di tornare a passeggiare in certi boschi.

Poi potete andare sui social e ritornare a essere amici degli animali. Vabbè, scherzavo (in modo amaro). Pensate al terrore che deve aver provato quel ragazzo che stava correndo nelle sue montagne. Incauto? Forse. Sfortunato di sicuro. Ma come si fa a non capire il dramma di questo evento?

Sicuramente ci sono responsabilità da trovare ma anche la necessità di fare una considerazione intelligente di tutti i vari progetti portati avanti dai vari parchi regionali. Jj4, così si chiama l’orsa che ha ucciso Andrea Papi, aveva già aggredito due persone nel giugno 2020: in quel caso, per fortuna le vittime avevano riportato solo alcune ferite. Da quel momento, l’orsa Jj4 è stata considerata un esemplare pericoloso. In quel caso fu accertato che l’aggressione derivava dall’istinto di difesa dei cuccioli che la seguivano e questo ci pare normale. Le autorità provinciali hanno provveduto alla messa in sicurezza del territorio? Hanno sospeso l’ordinanza di abbattimento, a causa dei ricorsi di alcune associazioni animaliste.

Eccoli là gli amici degli animali. Si confidava anche su un costante monitoraggio dell’animale grazie al suo radiocollare che purtroppo è risultato essere scarico. Ora, raccontatelo alla famiglia e cercate di essere convincenti.

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