Mobilità urbana e transizione ecologica

Il cambiamento climatico sta colpendo il nostro pianeta sotto forma di condizioni climatiche estreme quali siccità, ondate di caldo, piogge intense, alluvioni e frane sempre più frequenti, anche in Europa. Con la legge europea sul clima l’Unione europea si impegna a raggiungere il traguardo della neutralità carbonica, le cosiddette “emissioni zero”, entro il 2050 per combattere l’innalzamento del livello dei mari, l’acidificazione dell’oceano e la perdita della biodiversità, che sono ulteriori conseguenze dei rapidi cambiamenti climatici. L’obiettivo che si vuole perseguire è di riuscire a contenere il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5°, soglia reputata sicura dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC). In tale senso punta anche l’Accordo di Parigi firmato da 195 paesi, inclusa l’Unione europea.

L’UE intende raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 E ha fissato ambiziosi obiettivi per la riduzione delle proprie emissioni di gas serra e tale obiettivo viene indicato nella legge europea sul clima, insieme all’obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030. Molti settori hanno tagliato le emissioni dal 1990, ma l’aumento della mobilità delle persone ha causato un incremento delle emissioni di CO2 nel settore dei trasporti e dopo un periodo di declino costante dei tassi, nel 2017 si è infatti registrata una controtendenza con le nuove auto che hanno emesso una media di 0,4 grammi di CO2 in più rispetto a quelle immatricolate nell’anno precedente. . Nel 2019, la media delle emissioni di Co2 per le auto nuove era di 122,3 Co2/km, ovvero meglio dell’obiettivo UE di 130 g CO2/km fissato per il periodo 2015-2019, ma ben al di sopra rispetto all’obiettivo di 95 g/km fissato per il 2021 in poi. Passato il periodo pandemico, dall’anno scorso le emissioni medie delle nuove auto sono tornate a salire arrivando a 118,5g di CO2 per chilometro. Al fine di combattere questa tendenza l’UE ha introdotto nuovi target sulle emissioni di CO2, approvando le nuove regole nella sessione plenaria del 27 marzo 2019. Il trasporto stradale è responsabile di circa un quinto delle emissioni totali nell’UE e le autovetture sono fra i mezzi più inquinanti, considerato che generano il 60,6% del totale delle emissioni di CO2. Nel 2018 il tasso medio di occupazione delle auto è stato di 1,6 passeggieri per auto, il car sharing (o il passaggio ai trasporti pubblici, in bicicletta ea piedi, potrebbe contribuire a ridurre le emissioni.

Nel luglio 2021 la Commissione europea ha lanciato la proposta di ridurre il limite per le emissioni di auto e furgoni di un ulteriore 15% a partire dal 2025, un percorso virtuoso che proseguirà con una ulteriore riduzione del 55% per le auto e del 50% per i furgoni entro il 2030, per poi raggiungere emissioni zero entro il 2035. Gli obiettivi vengono indicati in percentuale poiché lo standard di 95 g/km dovrà essere ricalcolato secondo nuove e più rigorosi test di emissioni che riflettano meglio le condizioni di guida. La revisione della legislazione dovrebbe essere di aiuto per i cittadini attraverso l’impiego di veicoli a emissioni zero in modo più ampio (migliore qualità dell’aria, risparmi energetici e costi inferiori per il possesso di un veicolo) e lo stimolo dell’innovazione nelle tecnologie a emissioni zero. Secondo le norme vigenti, le nuove auto non dovrebbero emettere in media più di 95g di CO2 per chilometro a partire dal 2021. Il numero di auto elettriche è cresciuto rapidamente, rappresentando l’11% delle autovetture di nuova immatricolazione nel 2020, è vero che le auto elettriche sono più frequenti sulle nostre strade, ma costituiscono ancora solo l’1,5% delle registrazioni di auto nuove.

Per ridurre le emissioni di CO2 delle auto si possono rendere i veicoli più efficienti oppure cambiando il tipo di alimentazione delle autovetture. Per calcolare i tassi delle emissioni di CO2 prodotte da un’auto bisogna tenere in considerazione non solo il CO2 prodotto durante l’uso del veicolo, ma anche le emissioni causate dalla produzione e dallo smaltimento del veicolo stesso. La produzione e lo smaltimento di un’auto elettrica sono meno green di quelli delle auto con motore a combustione interna e si deve considerare il modo in cui l’elettricità è prodotta. Dal momento che ci si aspetta una crescita dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, le auto elettriche dovrebbero essere ancora meno dannose per l’ambiente, in special modo se si tiene conto delle misure messe in atto dall’UE per creare batterie più sostenibili.

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