Ninfa plebea (Film, 1996)

Ninfa plebea è un film insolito di Lina Wertmüller, uscito quattro anni dopo Io speriamo che me la cavo e nello stesso periodo del grottesco – ma per lei consueto – Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica, in ogni caso uno dei suoi ultimi lavori. Non è un soggetto originale della regista, tratto dal romanzo omonimo di Domenico Rea, vincitore del Premio Strega 1993, affronta argomenti scabrosi, tocca più volte il tema della pedofilia e del tradimento, per poi confluire in un finale romantico che celebra – tra mille difficoltà – il vero amore.

Un film sentimentale e struggente, ambientato negli anni Quaranta, con la guerra mondiale sullo sfondo di una storia familiare, in un paesino di fantasia dalle parti di Napoli (Nofi), in realtà girato tra Puglia e Basilicata. Ninfa plebea non è il miglior lavoro della Wertmüller, resta un film interessante che analizza bene i caratteri dei personaggi, può contare su una Stefania Sandrelli in gran forma, nel ruolo della madre della protagonista, e su un giovanissimo Raoul Bova (25 anni), nei panni del soldato italiano che s’innamora della ragazzina. Lucia Cara, la giovane interprete principale, ha solo 19 anni – nel film è molto più piccola della sua età – ma dimostra grande bravura, nonostante le difficoltà di un ruolo che la vede preda erotica di un signorotto locale, quindi oggetto di scherno e di tentate violenze da parte dei compaesani. Lucia Cara, nativa di un paesino del napoletano, è scomparsa dalle scene dopo una breve apparizione in Donna di piacere (1988) di Barbara Alberti, un vero peccato perché in questa pellicola dimostra naturalezza e spontaneità.

Ninfa plebea racconta la povertà di una famiglia della provincia napoletana, gli amori e i dolori,  la miseria della guerra, il riscatto di una ragazzina e la sua formazione sentimentale. Un modo diverso di raccontare l’amore, come ha sempre fatto Lina Wertmüller, grande vecchia del cinema italiano. Da rivedere.

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Regia: Lina Wertmüller. Soggetto: Domenico Rea (romanzo omonimo). Sceneggiatura: Ugo Pirro, Lina Wertmüller. Fotografia: Ennio Guarnieri. Montaggio: Pierluigi Leonardi. Scenografia: Enrico Job. Musiche: Ennio Morricone. Produttori: Ciro Ippolito, Fulvio Lucisano. Case di Produzione: Italian Iternational Film, Eurolux Produzione srl. Distribuzione Italia: Italian Iternational Film. Paese di Produzione: Italia, 1996. Durata: 110’. Genere: Drammatico. Interpreti: Lucia Cara (Miluzza), Stefania Sandrelli (Nunziata, madre di Miluzza), Raoul Bova (Pietro), Giuseppe De Rosa (Don Peppe), Isa Danieli (Gesummia, madre di Pietro), Simona Patitucci (Margherita), Lola Pagnani (Lucia), Antonio Conte (Misurino), Adriana Bruni (Donna Teresa), Massimo Bellinzoni (Tunin), Lorenzo Crespi (Dino), Giuditta Del Vecchio (Annuzza), Luisa Amatucci (Nannina), Rino Marcelli (nonna Miluzza), Ennio Coltorti (Gioacchino).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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