Vittorio Martinelli (Olympus): lavorare realizzando sé stessi

E’ bolognese e padre di due bimbe, si è sempre occupato di sales e marketing in grandi multinazionali nell’ambito medicale (es. Johnson & Johnson e Medtronic). Oggi ricopre il ruolo di A.D. del colosso giapponese Olympus. La sua passione per la crescita personale lo ha spinto ad occuparsi per anni anche alle neuroscienze, lavorando con i principali neurologi e neurochirurghi italiani, con un focus particolare verso il coaching e la social sustainability. Stiamo parlando di Vittorio Martinelli che abbiamo intervistato al TEDx Bologna – Outsider.

Il suo speak è stato puntato su un generico “fermarsi a pensare”, ma il tema è quanto mai interessante, lavoro sicuro o lavoro che realizza la persona, giusto?

Il mio speak è stato incentrato sul fatto che in Italia molti pensano che si debba trovare un lavoro che duri per tutta la vita, si punta più sulla sicurezza dell’impiego piuttosto che alla realizzazione di quello che siamo e delle idee che abbiamo. In questo senso il primo nemico dell’outsider che è in noi è proprio il nostro cervello, che è costruito per fare le cose per cui siamo tarati. Bisogna esercitarsi continuamente per sconfiggere questo compagno di viaggio che fondamentalmente rema contro i nostri sogni.

Il senso è quindi di non fissarsi su un lavoro sicuro, cercando di arrivare a fare un lavoro che piace in parole semplici?

Esatto, cercare di realizzare quello che si ama, piuttosto che abbandonarsi a una illusoria sicurezza, provare a realizzare i propri sogni.

Lei ad esempio ha diretto multinazionali importanti, ora la Olympus, quella che è famosa per le macchine fotografiche.

Sì, che poi Olympus prettamente è un’azienda di medicali, anche se è nota per la fotografia. Fatto 10 di fatturato, 9 viene fatto con gli ospedali e 1 dal settore macchine fotografiche. Io ho lasciato un lavoro in banca per andare a vendere prodotti negli ospedali e poi, piano piano, sono diventato amministratore delegato. Una strada un poco atipica potrei dire, ma che è andata bene.

Un altro punto che ha toccato nello speak al TEDx Bologna – Outsider è stata la tendenza italiana a cercare di farsi strada con amicizie e raccomandazioni, piuttosto che affidarsi alle proprie capacità. E’ una cosa che mi hanno detto in tanti che sono andati all’estero a cercare migliori opportunità.

Quello che dici è vero, è molto triste, ma è quello su cui si basa oggi l’Italia, non sono certo io a dirlo, lo dice l’OCSE. Spero che i giovani pian piano invertano questo trend, soprattutto con tutti i nuovi lavori che nascono continuamente nella società moderna.

Può influire su questo il fatto che in Italia abbiamo una vastissima platea di posti di lavoro statali o para-statali?

Non ho una risposta certa su questo aspetto, all’inizio della mia carriera, sbagliando, ho provato anche io a vedere se potevo avvalermi di qualche conoscenza. Secondo me è un poco nel nostro dna, nell’imprinting delle nostre famiglie.

[NdR – Si ringrazia l’Ufficio Stampa del TEDxBologna per la gentile disponibilità e collaborazione]

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