Ragazza tutta nuda… (Film, 1972)

Cine 34 riporta alla luce un altro thriller erotico di Alfonso Brescia degno di essere riscoperto, apprezzato e rivalutato, dopo Il tuo dolce corpo da uccidere (1970). Ragazza tutta nuda assassinata nel parco di Alfonso Brescia – che per il mercato spagnolo diventa Joven de buena familia suspechosa de asesinado – è una pellicola interessante, caratterizzata da una totale commistione di generi che va dal bellico al giallo, passando per thriller e horror.

Si comincia con un antefatto girato in bianco e nero che mostra un crimine nazista, avvenuto nel 1945 mentre i russi bombardano Berlino, osservato dagli occhi di una bambina superstite, filo conduttore di tutta la vicenda. Salto temporale. Si passa al colore. Il giallo si sviluppa negli anni Settanta, con uno strano omicidio avvenuto sulle carrozze di un gigantesco Luna Park, subito dopo che la vittima aveva stipulato una polizza-vita miliardaria. Indagini collaterali, sia della compagnia assicurativa che della polizia, con sviluppi ricchi di suspense, nuovi efferati delitti, momenti horror, per giungere a un imprevedibile finale. Narrare la storia significherebbe fare spoiler e togliere il gusto della scoperta allo spettatore, visto che il film vive di tensione narrativa e di continui colpi di scena. Il tono passa dal giallo rosa romantico alle atmosfere dell’horror gotico, rimandando allo schema dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Molto ben fatte le sequenze al Luna Park, nel tunnel degli orrori, mentre la parte girata nel castello di famiglia della vittima profuma di cinema gotico.

Brescia marchia con uno stile inconfondibile uno dei suoi migliori film, tra zumate nervose, primissimi piani e parti erotiche piuttosto esplicite interpretate generosamente da Pilar Velásquez e Patrizia Adiutori. Film girato interamente a Madrid per gli esterni, come il precedente, arricchito da sequenze d’epoca per la parte bellica iniziale che documenta il bombardamento di Berlino. Due attori interessanti poco utilizzati: Adolfo Celi (un ingessato ispettore di polizia) e Philippe Leroy (scopre l’inghippo alla base del mistero ma si vede per poche sequenze), al tempo molto popolari. La parte femminile è sulle spalle di un’allucinata Velásquez e di una disinibita Auditori, ma se la cava bene pure Demick come madre perversa. Bello e malefico Robert Hoffmann, attore che frequenta molto il cinema italiano di genere, dal western al giallo. Renato Rossini non dice una parola nei panni di uno stalliere muto, ma sfoggia muscoli e potenza da vecchio attore di peplum.

La colonna sonora di Carlo Savina è un valore aggiunto perché è capace di passare senza soluzione di continuità da toni romantici a inquietanti venature horror. Sceneggiatura perfetta, molto hichcockiana, corretta alla Mario Bava, più truce e violenta, molto morbosa. Parti strutturali inevitabili, visto il periodo storico, qualche leziosità di troppo, ma in definitiva un film che rappresenta un vero recupero.

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Regia: Alfonso Brescia. Durata: 92’. Genere: Thriller. Paesi di Produzione: Spagna, Italia. Soggetto: Antonio Fos. Sceneggiatura: Gian Antonio Martucci, Peter Skerl. Fotografia: Alfonso Nieva. Montaggio: Rolando Salvatori, Roberto Fandino. Produttore Esecutivo: Luigi Mondello. Musiche. Carlo Savina. Scenografia: Cruz Baletzena. Costumi: Massimo Bolongaro. Case di Produzione: Dauto Films, Luis Film. Distribuzione Italia. Florida Cinematografica spa. Titolo originale: Joven de buena familia suspechosa de asesinado. Interpreti: Robert Hoffmann (Christopher Buyer), Irina Demick (Magda Wanterburger), Pilar Velásquez (Catherine Wanterburger), Howard Ross (Renato Rossini, Ghünter), Patrizia Adiutori (Barbara Wanterburger), Adolfo Celi (ispettore Huber), Philippe leroy (Martin), Maria Vico (Silvia), Teresa Gimpera (Ursi), Franco Ressel (Bruno).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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