Ancora Trump

È persino fastidioso doversi occupare delle continue malefatte di Trump, ma come evitarlo? L’ultima in ordine di tempo è il condono concesso al suo amico Roger Stone, uno stagionato manipolatore della politica, che era stato condannato da un Tribunale alla reclusione per vari reati: ostruzione alla giustizia, pressione su testimoni, aver mentito al Congresso, tutto per occultare alcune porcherie del Presidente.

Va detto che Stone non si era neppure presentato al processo, né chiesto di sentire testimoni a discarico; segno, credo, della sua coscienza dell’inevitabilità della condanna ma anche del merito così acquisito con Trump e del suo intervento salvatore.

Il condono ha sollevato, com’era prevedibile, l’indignazione dei democratici (e di un isolato senatore repubblicano), ma nel clima ormai elettorale tutto è ormai visto dietro il paraocchi partitico ed è molto dubbio che questo nuovo episodio della mancanza di scrupoli di Trump possa realmente incidere sul nucleo dei suoi fedeli. D’altra parte, il Presidente ha fatto uso dei suoi poteri costituzionali e in molti scuseranno che abbia evitato ad un amico ottantenne la prigione in cui stava per entrare  per averlo coperto e difeso.

Resta l’ulteriore prova del disprezzo di Trump per la separazione dei poteri, il suo senso di superiorità su quello legislativo e giudiziario,  il suo ulteriore  attacco alle fondamenta della democrazia.

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