Cosa ne sarà di noi

Cosa ne sarà di noi, quale tipo di società uscirà dopo che (speriamo presto) questa pandemia sarà sconfitta? Sicuramente ci troveremo a ricominciare a partire da un cumulo di macerie. Sicuramente ognuno di noi in ottiche diverse, positive o negative, ha fatto o sta facendo un bilancio della sua esistenza. Si sta valutando quale siano le priorità, quanto sia bello che la Terra in questo momento stia respirando; l’inquinamento ai minimi storici, lo smog inesistente. I satelliti che ci mostrano foto mai viste prima, la natura che si riprende quello che è suo per diritto. Venezia con l’acqua trasparente, i delfini che entrano e giocano nei porti. Magari a breve vedremo anche le sirene nello stretto di Messina.

Ma poi? Appena finito chi non vorrà fare quel viaggio sempre rimandato, andare in quell’hotel sempre sognato e via dicendo. E così in pochi giorni tutto tornerà come prima, il solito vecchio schifoso mondo. Ma l’altro problema non meno importante è chi potrà farlo? Chi sarà sopravvissuto? Chi avrà il denaro per ricominciare? E chi sarà ancora vivo per farlo e non parlo di sopravvissuti al Virus. Parlo di tante donne che sono ancora più a rischio di prima poiché la quarantena magari le costringe alla convivenza stretta con uomini violenti e anche di quelle donne che devono accudire familiari malati, vecchi o giovani. Queste categorie di donne saranno quelle che dovranno essere aiutate più di altre, per cercare di ridurre al minimo gli impatti negativi della pandemia.

E sicuramente usciranno nuovi tipi di lavori, tipo il cantante da balcone, una marea sconfinata di nuovi cuochi. E’ venuta fuori la creatività di molti. Ma la realtà farà pulizia e speriamo solo che lo Stato tenga conto che ci sono tanti, tantissimi italiani che a breve non avranno più soldi. Certo le premesse non sono ottime, ma dobbiamo sperare e, per quanto difficile, avere fiducia.

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