MADRE, arte contemporanea a Napoli

Il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina (MADRE), inaugurato nel 2005 dopo una grandiosa opera di recupero dell’ottocentesco Palazzo Donnaregina da parte dell’architetto portoghese Àlvaro Siza Vieira, è considerato un simbolo della rinascita culturale di Napoli. Con il MADRE è stata portata l’arte contemporanea nel cuore del centro storico e popolare della città partenopea. Un’operazione che si prefiggeva due scopi. Uno era quello di evidenziare il fondamentale ruolo di Napoli nella diffusione dei linguaggi contemporanei e l’altro, quello di sprigionare una scintilla di positività tale da contrastare quell’immagine fosca attribuita alla città, svilita da criminalità e degrado.

Obiettivi centrati. Chi l’ha visitato ne è rimasto entusiasta. Molti gli elogi da parte di visitatori e operatori del settore, sia per le opere esposte che per l’organizzazione. Spazi espositivi per 7.200 mq che accolgono installazioni pensate specificatamente per il MADRE, esposizioni temporanee e permanenti, una biblioteca, una mediateca e un bookshop/caffetteria. Il fulcro vitale del Museo risiede nei capolavori pensati per il MADRE e realizzati dai nomi più significativi dell’arte contemporanea: Jeff Koons, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Anish Kapoor, Giulio Paolini, Rebecca Horn, Sol Lewitt, Richard Serra e Richard Long.

Al secondo piano del MADRE, opere dei più grandi maestri del contemporaneo come Burri, Warhol, Schifano, Kiefer e Fontana, presentate in alternanza ogni 3 o 4 anni. Non appartengono al Museo, ma sono il prestito generoso di collezionisti italiani e stranieri, tra cui molti artisti come Luigi Ontani, Damien Hirst e Robert Rauschenberg.

E se tanta bellezza non fosse abbastanza, si consiglia di salire sulla terrazza per godere del panorama sulla città.

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