Militari italiani in Baltico per la NATO

L’8 e 9 luglio scorsi si è tenuta a Varsavia una riunione della NATO, da questa è scaturita la decisione dell’Alleanza Atlantica di rafforzare i dislocamenti di truppe ai confini esterni dell’area di competenza, in particolare nei paesi Baltici, Lettonia, Lituania ed Estonia. In particolare si è deciso di disporre quattro battaglioni per un totale da tremila a quattromila soldati, mille provengono dagli Stati Uniti in Polonia, la Germania a capo delle truppe in Lituania, la Gran Bretagna alla guida di quelle stanziate in Estonia ed il Canada responsabile della Lettonia. Anche la Francia aveva assicurato l’invio di un contingente.

All’Italia era stato chiesto di proseguire nell’impegno in Afghanistan, ed a margine il premier Matteo Renzi aveva dichiarato in merito “che in Europa avvertono la necessità di una risposta più forte in termini di deterrenza nei confronti della Russia. Secondo alcuni bisogna tornare a un clima da guerra fredda, ma la nostra posizione – aveva detto il premier – è di equilibrio. Occorre incentivare le occasioni di dialogo“. Il tono faceva pensare ad una posizione diplomatica e non sul campo del nostro Paese, ma l’ennesimo bluff del premier è stato di breve durata, in una intervista rilasciata ad ottobre a La Stampa, il Segretario dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg, rivelava che anche una compagnia italiana avrebbe fatto parte delle truppe poste ai confini con la Russia.

Le reazione russa non si è fatta attendere, la portavoce del ministero degli Esteri russo,  Maria Zakharova, ha dichiarato all’ANSA che “la politica della NATO è distruttiva. L’Alleanza è impegnata nella costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato”.  Nel contempo il comandante canadese Jonathan Vance confermava al Toronto Star che nel contingente stanziato in Lettonia che guiderà, saranno presenti militari da Italia, Spagna, Slovenia e Polonia.

In sostanza l’Italia, paese che vanta solidi legami economici con la Russia, si è trovata stretta tra gli obblighi derivanti dall’appartenenza al Patto NATO, e la politica estera aggressiva portata avanti da Putin, con i casi della Crimea e dell’Ucraina in primo piano. Le opposizioni sono subito insorte, avere nascosto il tutto non ha certamente aiutato, probabilmente il timore di accrescere il calor bianco del clima elettorale tutto incentrato sul referendum a spinto Renzi a voler nascondere questo ennesimo impegno di militari italiani all’estero. Ma a questo punto sono dovuti intervenire il ministro della Difesa Roberta Pinotti e quello degli Esteri Paolo Gentiloni, per confermare la partecipazione dell’Italia alla missione di presidio confine, e cercare di sminuire l’importanza del dispiegamento delle truppe ai confini russi. I responsabili dei due dicasteri hanno ribadito che non si tratta di una prova di forza, ma che il nostro paese è sempre per il dialogo e che si tratta di un semplice assolvimento agli obblighi atlantici.

Di diverso tono sono le dichiarazioni di Stoltenberg, che mette l’accento sulla politica di espansione della propria influenza di Mosca, anche attraverso la forza come visto in Crimea ed Ucraina, e sull’uso della forza militare della NATO come deterrenza, sistema che ricorda ha funzionato per settant’anni.  Ma alla base di tutto si pone probabilmente l’atteggiamento del governo italiano che ha tenuto sottotraccia il tutto fino alla venuta a galla della verità sulle pagine della stampa. Da tempo l’Italia schiera gli Eurofighter Typhoon  nelle Repubbliche Baltiche per pattugliare i confini aerei della Nato sul Mar Baltico, entrando spesso a contatto con gli aerei russi. Alle esercitazioni NATO Steadfast Javelin 2015 era presente un reparto della Brigata Folgore in Lettonia, e nulla di tutto questo ha mai generato polemiche. Non è servito a stemperare il clima la battuta fuori luogo del premier Renzi che nella colazione di lavoro con il Presidente Mattarella in preparazione del  Consiglio Europeo non ha trovato di meglio che dire “Presidente, si stava progettando un piano di invasione della Russia…”.

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