Area 51

Una società alla deriva

Ma che figli stiamo crescendo? Questi giovani uomini così belli e attenti al loro benessere fisico, assidui frequentatori di palestre e centri benessere, forse ossessionati dalla posa perfetta e dal sorriso perfetto come fanno poi a trasformarsi in bestie senza pietà?

Penso alla mamma di quell’essere che ha gettato giù dal cavalcavia la sua ex per poi suicidarsi. Cosa pensa? Quali tragici sentimenti la divorano? Dove avrà sbagliato? Cosa non avrà capito? Poi penso alla mamma della ragazza morta. Cosa si prova davanti a uno strazio tale? Come è possibile che non sono riuscita a proteggerla? La sua vita non ha più alcun senso.

Quando i figli sono piccoli sembra tutto così bello, così promettente. Si collezionano meravigliosi ricordi, la prima volta all’asilo, la prima volta in bici e tante tante prime volte. Noi genitori lì a proteggerli, a insegnare loro come non cadere, ad asciugare le loro lacrime. Poi all’improvviso il mondo reale ci schiaffeggia con tutta la sua crudeltà. E non possiamo più proteggerli, possiamo solo divoraci nel cercare dove si è sbagliato, come è stato possibile.

La società di oggi non aiuta di certo. I toni sono alti, basta vedere questi assurdi programmi in tv dove tutti contro tutti si insultano allegramente. Non c’è più la legge della gentilezza ma quella della prevaricazione. E i social che promuovono le azioni estreme per sentirsi forti e quindi giù a spaccare cose a colpire vecchietti e animali indifesi. È questa la strada della rovina, è questa la strada che porta a situazioni estreme di violenza come quella appena consumata.

La società non ci difende, dobbiamo difenderci da soli ritornando alla semplicità dei gesti, alla cortesia delle parole. Spegniamo le tv e i social. Anche se ormai credo sia troppo tardi.

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