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“La pubblicazione dell’Avviso Crescere nei piccoli comuni 2026, con una dotazione di 50 milioni di euro destinati ai Comuni fino a 5.000 abitanti, rappresenta un altro risultato concreto del percorso che la Consulta Piccoli Comuni dell’Anci sta portando avanti con il Governo. È una misura importante, che dimostra come il confronto istituzionale possa tradursi in risposte concrete per le comunità”. Così Alessandro Santoni, Coordinatore nazionale della Consulta Piccoli Comuni dell’Anci, commenta la pubblicazione, da parte del Ministero per la Famiglia, dell’Avviso “Crescere nei piccoli comuni 2026”, che mette a disposizione risorse per sostenere interventi e servizi rivolti alle famiglie.

“Voglio innanzitutto esprimere il nostro apprezzamento al Governo e, in particolare, al Ministero per la Famiglia – sottolinea Santoni – per aver saputo ascoltare le esigenze che abbiamo portato al tavolo e averle tradotte rapidamente in una misura concreta. È un riconoscimento importante del valore del confronto che stiamo portando avanti attraverso la Consulta Piccoli Comuni”.

L’Avviso presenta inoltre una caratteristica particolarmente significativa: non si tratta di un bando selettivo nel quale i Comuni devono competere tra loro per aggiudicarsi le risorse. I Comuni ammessi al finanziamento riceveranno infatti un contributo, che sarà ripartito sulla base della rispettiva popolazione residente risultante dai dati Istat. I Comuni potranno inoltre presentare la propria manifestazione di interesse singolarmente oppure in forma associata.

“Questo aspetto per noi è particolarmente importante – continua Santoni – perché rappresenta una delle richieste che abbiamo inserito con chiarezza nell’Agenda Controesodo. Nei piccoli Comuni non ha senso mettere in competizione amministrazioni che spesso partono da condizioni e disponibilità organizzative molto diverse. Avevamo chiesto di superare la logica dei bandi competitivi, proprio per garantire che le risorse potessero arrivare ai territori sulla base di criteri oggettivi e non della maggiore capacità di costruire una candidatura”.

“Il fatto che questa impostazione sia stata recepita dal Governo e dal Ministero per la Famiglia – aggiunge il coordinatore della Consulta – è un segnale molto positivo. Significa che le proposte contenute nell’Agenda Controesodo non rimangono enunciazioni di principio, ma possono diventare elementi concreti delle politiche nazionali rivolte ai piccoli Comuni”. Per Anci, la misura rappresenta quindi un ulteriore passo nella direzione di politiche più attente alle caratteristiche dei territori di minore dimensione.

“Nei piccoli Comuni – conclude Santoni – sostenere le famiglie significa sostenere la tenuta stessa delle comunità. Significa creare condizioni perché bambini, ragazzi e famiglie possano trovare servizi, opportunità e occasioni di socialità anche nei territori più piccoli. Questo investimento da 50 milioni va esattamente in questa direzione e si inserisce pienamente nella logica dell’Agenda Controesodo, che mette al centro la necessità di rendere i piccoli Comuni luoghi nei quali sia possibile continuare a vivere, crescere e costruire il proprio futuro”. Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate entro il 29 settembre 2026, secondo le modalità previste dall’Avviso.

La corsa dell’Italia per rafforzare l’offerta di asili nido passa dai Comuni e dalle risorse necessarie non solo a costruire nuove strutture, ma anche a garantirne la gestione. È quanto sottolineato dall’Anci, L’Associazione dei comuni italiani al quotidiano “La Stampa”: entro la fine del 2027 la copertura nazionale potrebbe raggiungere il 48,5%. “Secondo le nostre stime entro la fine del 2027 in Italia il 48,5% dei bambini avrà un posto nei nidi”, spiega Andrea Ferri, responsabile della Finanza locale Anci. Il dato considera anche le risorse per la cosiddetta parte corrente, necessarie a sostenere i servizi una volta realizzate le strutture.

La legge di bilancio 2024 ha previsto il Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi (Fels): 859 milioni di euro nel 2025, un miliardo nel 2026 e 1,8 miliardi nel 2027. “Dal 2027 oltre un miliardo all’anno andrà stabilmente ai Comuni per la gestione corrente degli asili”, specifica Ferri. E avverte: “Questi fondi ci servono per garantire il minimo delle prestazioni. Se non vengono incrementati ci sarà un problema per i prossimi anni”.

L’obiettivo è garantire almeno 33 posti ogni 100 bambini in tutti i Comuni. Il Fels assegna ai Comuni più svantaggiati circa 7.700 euro per ogni bambino aggiuntivo, ma l’Anci chiede di ricalibrare le risorse per i Comuni medi e grandi e di trovare soluzioni per quelli più piccoli.

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