L’estate delle natiche scoperte
Da qualche anno i costumi da bagno si sono pericolosamente ristretti sul sedere. I lembi di stoffa si sono ridotti e lasciano scoperte natiche di belle o brutte giovani e vecchie modaiole. Alcune sono natiche fatte bene ma diciamo che la massa è bucherellata e ondeggiante. Agli estremi c’è proprio il tanga dove praticamente nulla è lasciato all’immaginazione.
E lì mi sono spesso domandata perché. Ma, perché una donna giovane o vecchia deve mostrare così tanto del suo corpo? È inevitabile attirare gli sguardi e tra questi sguardi ci possono essere anche quelli di vecchi bavosi. Mi chiedo come sia possibile come non ci si voglia vestire con più decenza. E mentre scrivo la parola decenza penso che sia una parola in disuso. Ormai è la moda, specie tra le adolescenti che tendono per osmosi a vestirsi tutte uguali. Belle o brutte. Le più drammatiche sono le obese (oh meo deo, sto facendo body shaming) che, siccome adesso non lo si può più dire, non si rendono conto del ridicolo a cui si espongono.
I costumi scosciati sono volgari, punto. Eppure, è un po’ come quei poveri scemi sempre adolescenti che girano con l’elastico in buona vista sotto il costume sfoggiando ciuffi di capelli tipo ombrellino e bestemmie come cadenza.
Comunque le spiagge sono cambiate, c’è un mostrare ossessionante da parte di uomini e donne. E spesso per chi guarda non è proprio piacevole. A volte non si ha il limite e la misura della propria età e ci si trascina con vecchi bikini di moda a Saint Tropez negli anni Settanta, nonostante la decadenza e le rovine del tempo.
Come salvarsi? Ignorando, leggendo e sospirando. Tanto potrà solo andare peggio.
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