Politica

Cronache dai Palazzi

“Nonostante la guerra costi così tanto, nessuna guerra è migliore della pace”. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella lo sottolinea incontrando il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung, ricevuto al Quirinale. Il richiamo alla pace e alla sicurezza, gli appelli al dialogo e al rispetto delle regole del multilateralismo, ed ancora il sostegno all’Ucraina e “l’esigenza di raggiungere un punto che consenta una pace giusta e duratura” sono stati i temi fondamentali che hanno caratterizzato il dialogo tra i due capi di Stato. “Non ci saranno regioni al riparo, se non cooperiamo per investire questa antistorica tendenza” alla guerra. “Con il presidente coreano abbiamo un impegno comune per il multilateralismo, siamo insieme nella missione Unifil dell’Onu, e per la pace, obiettivo che coltiviamo insieme”, ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine del colloquio con Lee Jae Myung, auspicando “il rispetto di regole condivise per guardare al futuro con serenità”.

In seguito, il presidente della Repubblica di Corea ha incontrato la premier Giorgia Meloni con il medesimo obiettivo di rafforzare i rapporti (anche commerciali) tra Seul e Roma, rapporti definiti “ottimi” da entrambe le parti. “Corea del Sud e Italia sono Paesi che si assomigliano. Nonostante le limitate risorse naturali, entrambi hanno fatto leva sulla creatività, la tecnologia e lo spirito imprenditoriale e, attraverso l’export e l’innovazione, motori della propria crescita, si sono affermati al centro dell’economia mondiale”, afferma il presidente Lee Jae Myung sottolineando che “il potenziale di collaborazione” tra i due Paesi risulta “particolarmente elevato nei settori in cui l’intelligenza artificiale si integra con la manifattura avanzata”. L’obiettivo è puntare in maniera decisa “sulla capacità di unire in modo sempre più efficace la tecnologia e la creatività”, dato che la Corea del Sud risulta “competitiva” nel campo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale e l’Italia nel campo della meccanica, dell’aerospazio e del design industriale.

Corea del Sud e Italia “si preparano a elevare le relazioni al livello di ‘Partenariato strategico speciale’”, spiega Lee Jae Myung puntualizzando che il “‘Piano d’azione strategico 2026-2030’ che i nostri Paesi si apprestano ad adottare, mira a istituzionalizzare una cooperazione orientata al futuro e potrà rappresentare un modello per la collaborazione tra la Corea e altri Paesi europei”. Il presidente sudcoreano auspica inoltre il “ruolo di ponte” dell’Italia tra Corea ed Europa per fronteggiare “sfide globali” come il cambiamento climatico, la sicurezza energetica, la collaborazione allo sviluppo.

Fondamentale la produzione dei semiconduttori, essenziale per lo sviluppo tecnologico. Nel vertice con il presidente Lee Jae Myung la premier Giorgia Meloni ha ribadito i passi in avanti tra Roma e Seul su tecnologia, cultura, sicurezza e difesa, rimarcando a sua volta l’adozione del suddetto Piano d’azione per gli anni 2026-2030 che eleverà i rapporti tra i due Stati. Meloni e Lee hanno dialogato sui reciproci investimenti e sugli interscambi commerciali tra i due Paesi che valgono circa 11 miliardi di euro. La produzione dei semiconduttori, settore in cui la Corea è leader mondiale, rappresenta una leva fondamentale. Si tratta del terzo incontro in meno di un anno tra Meloni e il presidente sudcoreano, dopo il 19 gennaio 2026 a Seul e il 24 settembre 2025 a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Lunedì prossimo si aprirà invece il G7, a Évian in Francia, e in quell’occasione la premier Meloni potrebbe voler colmare la distanza con il presidente statunitense con un bilaterale, per discutere a tutto campo di varie questioni necessarie. Come afferma il presidente del Consiglio europeo António Costa, che sarà presente ad Évian, “in un periodo storico caratterizzato da incertezza geopolitica e squilibri macroeconomici, l’unità del G7 e un multilateralismo efficace sono essenziali per rafforzare la stabilità globale, promuovere la crescita sostenibile e affrontare le sfide comuni. Il vertice di Évian offrirà l’opportunità di portare avanti tali priorità attraverso un dialogo e un’azione costruttivi, anche ribadendo il nostro sostegno all’Ucraina e garantendo una crescita globale equilibrata”.

Nel corso delle sei sessioni di lavoro programmate, i leader del G7 discuteranno delle sfide geopolitiche, della pace e della sicurezza per l’Ucraina e l’Europa e della situazione in Medio Oriente. Considerando il clima tumultuoso dell’epoca attuale si dovrà inoltre discutere di partenariati e di solidarietà internazionali, una crescita economica più equilibrata e il futuro dell’intelligenza artificiale.

A proposito di intelligenza artificiale, in linea con l’AI Act europeo, Palazzo Chigi ha approvato il primo pacchetto sull’AI, misure che interessano il sistema scolastico, il mondo del lavoro e anche il contrasto dei reati con la possibilità, per la prima volta, di poter utilizzare i dati biometrici anche se esclusivamente per “minacce gravi e specifiche”, come quelle terroristiche e nella caccia ai latitanti. Si esclude quindi la sorveglianza biometrica generalizzata e non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa. In sostanza nessun Grande Fratello per quanto riguarda l’uso delle banche di dati biometrici. Palazzo Chigi puntualizza inoltre che le misure si sviluppano all’interno di una “cornice antropocentrica”, ossia l’essere umano al centro e la tecnologia come strumento, sulla scia dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV. In pratica “l’AI può sostenere decisioni, servizi, formazione e competitività, ma non sostituire la responsabilità umana né comprimere i diritti fondamentali”. Le misure suddette dovranno ora essere vagliate dalle Commissioni parlamentari, dalla Conferenza delle Regioni e dalle Authority competenti. “L’Italia è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia”, sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano mettendo in risalto il fatto che, tra le misure approvate, vi è la novità “della responsabilità civile” per i danni provocati dall’AI.

A proposito di un possibile “futuro europeo dell’Ucraina”, invece, intervenendo in Parlamento a ridosso del Consiglio europeo, la premier Meloni ha sottolineato la necessità per Kiev di “continuare nel percorso di riforme” e il fatto che “il percorso di adesione dovrà proseguire nel rispetto del principio del merito e della parità di trattamento tra i Paesi candidati”. In questo contesto, ha aggiunto la presidente del Consiglio, “la nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, i progetti per la ricostruzione”.

Il 25 giugno, invece, sarà la volta dell’incontro previsto tra Meloni e Macron, un bilaterale che è quasi un Consiglio dei ministri congiunto sulla scia del Trattato del Quirinale ideato ai tempi del governo Gentiloni, e firmato dal presidente francese Macron nel 2021 nel corso del governo Draghi. A luglio (7-8 luglio 2026) sarà poi la volta del Vertice Nato ad Ankara dove oltre che di possibili accordi di pace si discuterà anche di spese militari legate all’Alleanza Atlantica, a proposito delle quali nell’ultimo anno l’Italia ha investito circa il 2,8% del Pil, quindi più della metà del famigerato 5% deciso lo scorso anno nel vertice dell’Aia insieme al presidente Trump; si tratta di un dato che denota che “siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità”, sottolinea la premier Meloni pensando a quanto pattuito con il presidente statunitense all’Aia e anche in previsione di un possibile dialogo da riallacciare con Trump nel presente, in seguito ad alcuni eventi sopraggiunti negli ultimi tempi a partire dal coinvolgimento delle basi Nato presenti sul nostro territorio nazionale.

Il fulcro dei prossimi vertici euro-atlantici, a partire dal G7, sarà la situazione dell’Europa sempre più sotto i riflettori, sia in relazione alla situazione ucraina sia in relazione agli altri conflitti e alle conseguenze socioeconomiche che ne derivano a livello globale. In definitiva l’Europa è necessaria ma non sufficiente, e il ruolo della Nato risulta essenziale non solo sul piano militare ma anche per quanto riguarda il ripristino delle condizioni di pace su più fronti.

Una questione cruciale è infine la scelta di un mediatore europeo unico fra Kiev e Mosca, che per Palazzo Chigi non dovrebbe appartenere ad un Paese di prima fascia bensì ad un Paese più piccolo ma nel contempo autorevole, con degli agganci transatlantici solidi e un’ottima conoscenza del dossier in oggetto. Si tratta di un nome che molto probabilmente emergerà la prossima settimana nel corso del Consiglio europeo; tra le figure possibili il portoghese António Costa, presidente del Consiglio Ue, alle prese con il suddetto dossier, e il presidente finlandese Alexander Stubb sostenitore della causa di Kiev e nel contempo non lontano dall’area Trump.

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