Acqua alle corde (Film, 2022)

Angelo Santini (Caldironi) è un regista dilettante che viene chiamato dal comune di Montalto a realizzare un musical sulla figura di Papa Sisto V, anche se il parroco (Covatta) vorrebbe un lavoro celebrativo di ben altro spessore. Il sindaco trova i contributi sufficienti per contattare un gruppo di attori noti (gli Elios), che – nonostante i dubbi iniziali – accettano di recitare. Purtroppo, Santini non ha fatto i conti con l’arroganza del capo comico (Iacchetti) che finisce per prendere in mano le redini della situazione, modificando testi e canzoni dello spettacolo, per mettere in ridicolo il povero regista davanti ai suoi concittadini. Nel finale assistiamo a un’imprevista deriva comico-grottesca che rasenta il teatro dell’assurdo, visto che è complesso distinguere realtà da finzione, fantasia da concretezza, immaginario da suggestioni sceniche.

Il film – con la regia di Paolo Consorti – è ambientato in alcuni paesi delle Marche, tra Montalto, Offido e Colli. Tema di fondo la produzione artistica, la difficoltà di fare arte (cinema o teatro fa lo stesso) partendo dalla provincia, soprattutto nella città di residenza, cercando di conciliare budget modesti e ambizioni alte. Molto riuscito il personaggio del regista che trova ispirazione e concentrazione rifugiandosi in sé stesso, in una terrazza a pattinare (emblematico l’incipit con nello sfondo il panorama marchigiano), ma resta un insicuro, un timido, che non riesce a far valere la sua superiorità intellettuale. Per questo motivo il personaggio che gli si contrappone – magistralmente interpretato da Enzo Iacchetti – è un ottimo attore, presuntuoso e arrogante, borioso e pieno di sé, dalla personalità debordante.

Il regista del musical deve anche recitare tre battute, la famosa frase del marinaio davanti all’obelisco quando le funi si stanno surriscaldando: Acqua alle corde!, ma non ci riesce. Per questo viene deriso e cade in una profonda crisi, sottolineata da alcune parti oniriche – veri e propri incubi del regista – che sembrano flashback da cinema dell’orrore. La rivalsa del regista di provincia consiste nel portarsi a letto la bella compagna (Stefanenko) dell’attore strafottente, con il contrappeso della perdita familiare, una volta che il tradimento diventa di dominio pubblico. Finale surreale, con la compagnia che esce di scena e si mette alla caccia del regista, ma non siamo ancora giunti al termine, resta il tempo per allestire un processo grottesco all’attore principale che ha sparato un colpo di fucile al povero regista.

L’arte che si fa realtà, o la realtà che diventa arte, meglio ancora i diversi piani della realtà che si danno il cambio, in un alternarsi di situazioni collegate. Il finale rocambolesco insegna al giovane regista che non bisogna giocare con l’amore, che si deve essere sempre sé stessi, non facendo umiliare da nessuno la propria personalità. In fondo lo spettacolo è riuscito, come sottolinea Elio durante la deposizione in tribunale, perché il pubblico si è divertito.

Pure Acqua alle corde – girato con un budget modesto – può dirsi un lavoro che centra l’obiettivo di descrivere la solitudine dell’artista, la difficoltà a essere capito in provincia, oltre a sottolineare con forza la consonanza tra teatro e vita. Un film teatrale (non poteva essere altrimenti), ben girato da Consorti, fotografato con cura da Di Domenico, che ha il difetto di una colonna sonora ripetitiva e di un suono in presa diretta che rende difficile l’interpretazione dei dialoghi. In compenso la storia tiene e la sceneggiatura è oliata a dovere, pur se avrebbe goduto di maggior ritmo con alcuni tagli in fase di montaggio (104’ sono tanti). Un film insolito nel panorama italiano che consigliamo di vedere. Gli autori esistono, andrebbero cercati e valorizzati al posto dei Ruffini.

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Regia: Paolo Consorti. Soggetto e Sceneggiatura: Paolo Consorti. Fotografia: Antonio Di Domenico. Scenografia: Giovanni Neroni. Costumi: Carla Eusebi, Stefano Roberto Belisari aka Elio. Musica: Poalo Conosrti, Stefano Nosei, Francesco Sardella. Durata: 104’. Data di uscita: 9 gennaio 2023. Produzione: Kimara Film, Opera Totale, 2022. Distribuzione: Opera Totale con  Ph Music Works. Interpreti: Cristiano Caldironi, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Elio (Stefano Roberto Belisari), Vito (Stefano Bicocchi), Natasha Stefanenko, Rebecca Liberati, Stefano Nosei, Guenda Gloria, Fabrizio Apolloni, Valeria Romanelli, Andrea Caimmi, Debora Bianco, Marco Abbruzzetti, Rocco Ciamoli, Ettore Picardi, Edoardo Fazzini, Francesco Tranquilli, Serena Severini, Edoardo Spaccasassi.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog La Cineteca di Caino”]

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