Italia delle Regioni

Marco Alparone, Coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, nel corso dell’audizione sul Disegno di Legge Bilancio 2024 davanti alle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera ha dichiarato: “Nella manovra è molto positivo il recepimento dell’Accordo Governo-Regioni dello scorso 16 ottobre. E’ un esempio di piena collaborazione istituzionale e grazie ad un proficuo confronto ci sono stati importanti riconoscimenti, si incrementano così in modo significativo – spiega Alparone – le risorse sia nella sanità che nel trasporto pubblico locale a causa dei mancati introiti dovuti al Covid nonché per gli investimenti da destinare al territorio.

È necessario ora trovare delle soluzioni alternative all’ulteriore contributo di finanza pubblica, pari a 350 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024-2028, richiesto alle Regioni a statuto ordinario nella manovra, che incide pesantemente sugli equilibri dei bilanci regionali. Serve una soluzione tecnica a invarianza dei saldi per la finanza pubblica. L’auspicio è quindi di trovare quelle sintesi che permettano lo spostamento del contributo nel campo degli investimenti per liberare così ulteriori risorse a favore dello sviluppo del Paese.

Legge di bilancio e accordo Regioni-Governo su partite economiche di interesse regionale sono al centro dell’analisi su alcuni aspetti della manovra economica. Si parla dell’esame, in sede di Conferenza Unificata, del decreto-legge 18 ottobre 2023, n.145: “Misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro per esigenze indifferibili.

Nella legge di bilancio lo sforzo fatto dal Governo e dalle Regioni si è concentrato sulle risorse in sanità. Su quello siamo particolarmente soddisfatti perché l’incremento della cifra è significativo”, spiega Marco Alparone, vicepresidente della Regione Lombardia e coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni.

Indubbiamente – aggiunge Alparone – c’è un tema legato ad un contributo di finanza pubblica, che per le regioni è di 350 milioni. L’auspicio è che, confrontandoci, si possa trovare una soluzione anche su questo. Almeno di riuscire a spostare queste risorse nel campo degli investimenti e non della spesa corrente”.

La Conferenza delle Regioni nel prendere atto dell’inserimento nel decreto legge degli articoli concordati nell’Accordo Governo-Regioni del 16 ottobre 2023, sia in materia di Trasporto Pubblico locale per i minori ricavi dovuti alla pandemia, che del contributo per gli indennizzi agli emotrasfusi, rileva come nel ddl “Bilancio dello Stato 2024” sia previsto – rispetto all’Accordo Governo-Regioni – un ulteriore contributo di finanza pubblica a carico delle Regioni a statuto ordinario di 350 milioni di euro annui dal 2024 al 2028. Contributo aggiuntivo a quello già previsto di 200 milioni di euro (di cui circa 175 milioni per le regioni a statuto ordinario) annui dal 2023 al 2025.

Si aggrava così il già precario equilibrio dei bilanci regionali dovuto a caro energia, minori entrate e altri contributi, oltre alle criticità economiche dovute alla compensazione del rinnovo dei contratti pubblici.

Si auspica quindi una soluzione alternativa al contributo, anche attraverso un Accordo integrativo con il Governo, che preveda di trasferire il contributo 2024 regionale in stanziamenti per investimenti per liberare ulteriori risorse a favore dello sviluppo del Paese.

“Se si tagliano le risorse ai Comuni nella situazione di inflazione in cui si trova il Paese, le strade sono due: o aumentare le tariffe o ridurre i servizi, con tutto quel che ne consegue a discapito della qualità della vita dei cittadini e delle comunità”. Lo ha detto il sindaco di Novara e delegato Anci alla Finanza locale, Alessandro Canelli, parlando della legge di bilancio davanti alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato.

“Siamo molto preoccupati – ha spiegato Canelli – e disponibili a collaborare con il governo per trovare soluzioni di minore impatto sulle risorse correnti locali, tenendo conto dei vincoli finanziari generali”.

“I Comuni – ha continuato il delegato Anci – sono colpiti dal fenomeno inflattivo che ha portato maggiori costi su tutti i settori: dai servizi mensa, all’assistenza anziani, dal costo del lavoro, all’adeguamento dei contratti collettivi fino ai servizi di trasporto pubblico. Con il taglio paventato nel disegno di legge di bilancio 2024 – ha aggiunto – i 200 milioni annui di riduzione, ora previsti per cinque anni, si andranno ad aggiungere ai 100 milioni di taglio della spending review già stabilita da leggi precedenti per il triennio 2023-25”.

“Anche sulla perequazione – ha rimarcato il sindaco di Novara – il meccanismo non funziona. Da anni siamo noi che la attuiamo in maniera orizzontale, evitando di penalizzare i Comuni con più dotazioni che aiutano quelli con più difficoltà. Ma ricordo che l’articolo 119 della Costituzione ci dice che deve essere lo Stato ad attuare la perequazione in senso verticale, vale a dire distribuire le risorse dal centro verso le autonomie locali”.

Ricordando poi come il comparto dei Comuni sia “nel complesso in pieno rispetto delle scadenze PNRR, per il 95 per cento degli enti”, il delegato Anci ha fatto notare che “gli investimenti che stiamo mettendo in campo con il Piano genereranno ulteriore spesa corrente, come ad esempio il personale da immettere negli asili nido che andremo a costruire. Per questo confidiamo che la rimodulazione annunciata dal ministro Fitto comporti il pieno rifinanziamento dei progetti su cui le ditte stanno già lavorando”.

“Noi – ha quindi ricordato Canelli – abbiamo soluzioni tecniche che abbiamo già proposto al Ministero dell’Economia e Finanze e al ministro Giorgetti, confidando che nel corso dell’esame parlamentare della legge di bilancio l’impatto della manovra sulle risorse correnti dei Comuni possa essere mitigato, se non invertito.  Senza una riflessione più attenta sulla finanza locale saranno molti i comuni non in grado di chiudere i bilanci”, ha concluso il delegato Anci.

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