Zlatan (Film, 2021)

Non è da tutti avere l’onore di un film sulla tua vita a soli 41 anni di età, ma Zlatan Ibrahimovic è l’uomo dei record impossibili, uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi; quindi, non ci meravigliamo se Jens Sjӧgren si è fatto venire l’idea di girare questo lavoro biografico che racconta gli anni del calciatore precedenti al successo.

Il film narra la vita di una famiglia jugoslava immigrata, padre e madre separati, un ragazzo che scopre la sua rivalsa nel calcio, dopo alcuni problemi scolastici dovuti a irrequietezza e a un carattere troppo suscettibile. Zlatan gioca nelle giovanili del Malmӧ, il suo allenatore intuisce subito le grandi potenzialità del ragazzo ma per metterlo alla prova e farlo maturare gli fa passare una stagione in panchina per poi aggregarlo alla prima squadra. La storia inizia con Zlatan in forza all’Ajax di Amsterdam, poco prima del successo internazionale, e procede per flashback a ritroso nel tempo, ricorda la giovinezza e i primi passi nel mondo del calcio, persino la possibilità di dedicarsi all’hockey (esclusa perché sport troppo costoso). Il finale vede in presa diretta alcune vere partite e dei gol bellissimi di Ibrahimovic con la maglia dell’Ajax, quindi con i colori di Juventus, Milan, Inter, Barcellona e nazionale svedese.

Un film come questo corre il pericolo di ogni opera biografica di carattere sportivo, quella del contenuto agiografico, di finire per santificare un campione. Zlatan non cade nel tranello, perché il regista – sulla scorta del libro di David Lagercrantz e di una credibile sceneggiatura di Jakob Beckmann – riesce a far trapelare luci e ombre di un carattere spigoloso e orgoglioso, mai domo, deciso a farsi valere. Il film mette in evidenza anche il dramma dei profughi dalla ex Jugoslavia, in piena guerra, che vivevano con il timore di venire a sapere della morte di amici o parenti rimasti in patria.  Il padre di Zlatan è molto simile al figlio, orgoglioso e sicuro delle qualità del ragazzo, non molto adatto come genitore, ma sempre impegnato a cercare di fare del suo meglio.

Un film sportivo che si guarda con piacere, con scene calcistiche ben realizzate, dai campetti di provincia e del settore giovanile fino ai grandi stadi dove matura una carriera importante. Buoni gli attori, soprattutto Dominic Bajraktari Andersson che interpreta Zlatan bambino riproducendo identici scatti d’ira dell’uomo adulto. Uno dei leitmotiv della storia calcistica è la testata inferta a un avversario troppo rude nei suoi confronti, mentre gli episodi di razzismo strisciante fanno parte di una vita che ha dovuto superare anche questo tipo di problema.

Un buon film, meglio di quanto di aspetteresti, nonostante una confezione televisiva e una colonna sonora fastidiosa. Uscito in Italia (per pochi giorni) a novembre 2021, in Svezia a marzo 2022. In patria molto apprezzata l’interpretazione di Granit Rushiti nei panni di Zlatan ventenne. Il film è reperibile su piattaforme e su TV 8. Consigliata la visione, soprattutto agli appassionati di calcio, ma va bene anche per i cinefili.

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Regia: Jens Sjӧgren. Soggetto: David Lagercrantz (libro). Sceneggiatura: Jakob Beckmann. Fotografia: Gӧsta Reiland. Montaggio: Henning Mark. Scenografia: Lisanne Fransen. Costumi: Tommy Andersson. Produttori: Frida Bargo, Tina Bergstrӧm, Fredrik Heining, Joahan Häggstrӧm, Pascalle Kleingeld, Koji Nelissen, Mattias Nohrborg, Derk-Jan Warrink. Produttori Esecutivi: Anne Verrest, Anette Westerlund. Case di Produzione: B-Reel Films, Nordisk Film, Keplerfilm, Stiftelsen Svenska Filminstitutet. Distribuzione (Italia): Lucky Red di Andrea Occhipinti. Titolo Originale: Jag är Zlatan. Lingua Originale: Inglese, Svedese. Pesi di Produzione: Svezia, Danimarca, Paesi Bassi. Anno: 2021. Durata: 100’. Genere. Biografico, Sportivo. Interpreti: Granit Rushiti (Zlatan Ibrahimovic), Dominic Bajraktari Andersson (Zlatan bambino), Emmanuele Aita (Mino Raiola), Duccio Camerini (Luciano Moggi), Gedomir Glisovic (Sefik Ibrahimovic), Merima Dizdarevic (Jurka Gravic), Selma Mesanovic (Sanela Ibrahimovic), Linda Azirj (Sanela Ibrahimovic), Hakan Bengtsson (Nils-Ake).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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