Isabelle (Film, 2018)

Isabelle è un film che sconcerta mica poco. Non comprendiamo i premi per la miglior sceneggiatura conferiti a Mirko Locatelli (regista) e Giuditta Tarantelli (Montreal World Film Festival) e ad Ariane Ascaride come miglior attrice (Cape Town International Film).

La pellicola è una produzione italo-francese che racconta la storia di Isabelle (Ascaride), astrofisica di origini francesi che vive sulle colline presso Trieste, in un grande casolare di campagna dove si coltivano viti. Il passato di Isabelle e del figlio Jérôme (Stevenin) è funestato da un tragico incidente che ha visto un epilogo mortale e la fuga del ragazzo, che vive con il rimorso di non essersi assunto le sue responsabilità. Isabelle in ospedale incontra Davide (Vessio) – il compagno della ragazza morta nell’incidente – e sembra innamorarsi del giovane nonostante la differenza di età, ma tutto finisce quando lui prova a fare delle avances. Intanto Jérôme sta per avere un figlio ma fugge dalla madre, perché non riesce a vivere accanto alla moglie, preso com’è dal suo problema morale. Il film sta tutto qui, con un finale che arriva improvviso dopo uno sviluppo della storia strampalato e poco credibile, tra lunghi silenzi e scene compassate, paesaggi campestri, scenari di mare e silenziose soggettive.

Il film è girato con la macchina a mano, ma il regista pare avere problemi a tenerla ferma, la fotografia è anonima, la sceneggiatura è confusa, la storia banale, piatta, montata senza alcun ritmo. Novanta minuti interminabili, per arrivare a una conclusione spiazzante, dopo un lungo racconto recitato da attori così poco credibili da sembrare dilettanti, anche se Ariane Ascaride non lo è davvero, ma scompare nel grigiore generale. Il film è recitato in italiano e in francese (sottotitolato) e dobbiamo notare che quando i due attori protagonisti (Ascaride e Stevenin) recitano in francese le cose vanno meglio, pure se resta la pesantezza spossante dei dialoghi artefatti.

Molti soldi pubblici impiegati in questo progetto inutile da Friuli Film Commission e da Trieste Film Commission, oltre che da Rai Cinema. Se volete farvi un’idea lo trovate su RaiPlay; noi l’abbiamo visto in Prima Visione televisiva su Rai 5, canale che programma cinema senza pubblicità. Unica nota positiva della serata trascorsa.

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Paese di Produzione: Italia, Francia. Lingue: italiano, francese. Durata: 90’. Genere. Drammatico. Regia: Mirko Locatelli. Fotografia: Ugo Carlevaro. Montaggio: Fabio Bobbio. Soggetto e Sceneggiatura: Mirko Locatelli, Giuditta Tarantelli. Case di Produzione: Strani Film, Agat Films & Cie, Rai Cinema, Officina Film. Distribuzione (Italia): Strani Film, Mariposa Cinematografica. Interpreti: Ariane Ascaride (Isabelle), Robinson Stevenin (Jérôme), Samuele Vessio (Davide).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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