Mercati e servizi digitali, le norme UE

Lo scorso anno il Parlamento Europeo ha adottato due atti legislativi che vanno a incidere profondamente sul panorama digitale: la Legge sui mercati digitali e la Legge sui servizi digitali. Una realtà che interessa oltre 10.000 piattaforme online attive nell’UE, che per oltre il 90% dei casi, sono piccole e medie imprese. Nel corso degli ultimi due decenni, le piattaforme digitali sono diventate parte integrante delle nostre vite, al punto che al giorno d’oggi è difficile immaginare di fare qualcosa online senza Amazon, Google o Facebook. Al netto degli evidenti vantaggi di questa trasformazione, alcune di queste piattaforme hanno assunto una posizione dominante, il che le avvantaggia rispetto ai concorrenti e al tempo stesso esercita un’influenza sulla democrazia, sui diritti fondamentali, sulla società e sull’economia. Tali imprese, talvolta finiscono per giocare un ruolo determinante sulle innovazioni future o sulla scelta dei consumatori, esercitando di fatto una funzione di controllo su imprese ed utenti su Internet. Per affrontare questo squilibrio, l’UE aggiorna continuamente le regole vigenti che disciplinano i servizi digitali. L’approvazione della Legge sui mercati digitali e della Legge sui servizi digitali va in questa direzione, creando un unico quadro normativo, applicabile su tutto il territorio dell’Unione europea.

L’obiettivo della Legge sui mercati digitali (approvata con 588 voti favorevoli, 11 voti contrari e 31 astensioni) è quello di garantire condizioni di parità tra le aziende digitali, indipendentemente dalle loro dimensioni. Il nuovo regolamento fissa regole chiare per le grandi piattaforme introducendo un elenco di “cosa da fare” e “da non fare”. L’intento è di evitare l’imposizione di condizioni inique per imprese e consumatori come, ad esempio, il posizionamento più in alto nelle liste di ricerca, dei servizi e prodotti offerti dal gatekeeper stesso, rispetto a servizi o prodotti offerti da terzi sulla piattaforma del gatekeeper o ancora la pratica che non permette agli utenti la possibilità di disinstallare un software o una app preinstallata su un dispositivo nuovo. L’interoperabilità tra le piattaforme di messaggistica viene migliorata in modo da consentire agli utenti di piccole e grandi piattaforme di scambiarsi messaggi, inviare documenti o effettuare videochiamate attraverso le app di messaggistica. Queste nuove regole dovrebbero incentivare l’innovazione e la crescita, aiutando le piccole imprese e start-up a competere con concorrenti molto più grandi di loro. La Legge sui mercati digitali definisce i criteri per qualificare una grande piattaforma online come gatekeeper e fornisce alla Commissione Europea il potere di svolgere indagini di mercato, consentendo la revisione degli obblighi di aggiornamento per i gatekeeper e la possibilità di sanzionare i comportamenti scorretti.

La Legge sui servizi digitali (approvata con 539 voti favorevoli, 54 voti contrari e 30 astensioni) conferisce alle persone un maggiore controllo su ciò che vedono online, fornendo con maggiore chiarezza le ragioni per cui vengono consigliati contenuti specifici e potranno scegliere un’opzione che non include la profilazione. La pubblicità mirata sarà vietata per i minori e non sarà consentito l’uso di dati sensibili, come l’orientamento sessuale, la religione o l’etnia. Le nuove regole incrementano la protezione degli utenti da contenuti dannosi e illegali. La rimozione dei contenuti illegali avverrà con maggiore facilità, assicurando che venga effettuata nel modo più rapido possibile. La normativa aiuterà anche ad affrontare il tema dei contenuti dannosi, come la disinformazione politica o quella relativa alla salute e ad introdurre regole migliori per la protezione della libertà di espressione. La Legge sui servizi digitali consentirà anche l’introduzione di regole per garantire che i prodotti venduti online siano sicuri e seguano i più elevati standard fissati dall’UE. Gli utenti avranno la possibilità di conoscere meglio i reali venditori dei prodotti acquistati online.

Le piattaforme online e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi (a partire da 45 milioni di utenti mensili), che presentano il rischio più elevato, dovranno rispettare obblighi più rigorosi applicati dalla Commissione. Questi includono la prevenzione di rischi sistemici (come la diffusione di contenuti illegali, gli effetti negativi sui diritti fondamentali, sui processi elettorali e sulla violenza di genere o sulla salute mentale) e l’obbligo di sottoporsi ad audit indipendenti. Se un gatekeeper non rispetta le regole, la Commissione può imporre ammende fino al 10% del suo fatturato mondiale totale dell’esercizio finanziario precedente, o fino al 20% in caso di inadempienza reiterata. Il regolamento sui servizi si applicherà quindici mesi dopo l’entrata in vigore o dal 1° gennaio 2024 successivamente all’entrata in vigore (qualunque sia la data posteriore). Per quanto riguarda gli obblighi per le piattaforme e i motori di ricerca online di grandi dimensioni, le nuove norme si applicheranno prima (quattro mesi dalla loro designazione da parte della Commissione).

Andreas Schwab (EPP, Germania) ha dichiarato: “Lo scopo del mercato unico digitale è quello di attrarre in Europa le migliori aziende e non solo le più grandi. Ecco perché dobbiamo concentrarci sull’attuazione della normativa. Abbiamo bisogno di un’adeguata supervisione per garantire che il dialogo normativo funzioni“.

Christel Schaldemose (S&D, Danimarca) ha aggiunto: “Per troppo tempo i giganti della tecnologia hanno beneficiato dell’assenza di regole. Il mondo digitale si è trasformato in un selvaggio West, con le regole che venivano fissate dai più grandi e dai più forti. Ma c’è un nuovo sceriffo in città: il DSA. Adesso le regole e i diritti verranno rafforzati“.

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