Caffè (Film, 2016)

Caffè è un film italiano – coprodotto con Cina e Belgio – girato on the road in tre diverse realtà, per raccontare alcuni episodi di vita, a tinte noir ma pure romantiche e sentimentali, che hanno come minimo comun denominatore il caffè. Regia di Cristiano Bortone, ispirato e originale nella costruzione della trama, come raramente si vede nel cinema italiano.

Renzo (Aita) e Gaia (Dalmazio) compongono la coppia che dà vita alla storia italiana, che vede la presenza del grande Ennio Fantastichini. Riprese tra Bolzano e in Trentino-Alto Adige, in parte a Roma nella storica caffetteria Sant’Eustacchio. Per l’episodio belga la troupe si sposta ad Anversa e Borgerhout, mentre in Cina si dirige a Pechino e nello Yunnan. Produce Savage Film con Road Pictures e China Blue. Filo conduttore del film: il sapore del caffè, profumato soltanto verso la fine, prima è soltanto amaro e aspro, proprio come la vita.

La storia ambientata in Belgio, durante disordini e arresti di polizia, vede un negozio derubato dal prezioso contenuto (un’antica caffettiera) e il tentativo di vendetta sul ladro da parte del proprietario. L’episodio italiano vede un tentativo di rapina in una caffetteria, finito tra morti e feriti, con il protagonista in fuga verso il suo amore che è in dolce attesa. Episodio cinese con protagonista un manager innamorato, consapevole che la sua fabbrica debba tornare a metodi naturali per non creare pericoli ambientali, la ragazza che glielo fa capire muore ma non è vissuta invano.

Cristiano Bortone è un regista, sceneggiatore e produttore laureato negli Stati Uniti (si nota), per fortuna il suo stile ha poco del cinema italiano contemporaneo. Specializzato in produzioni con la Cina, sorte e sviluppate dopo aver girato Caffè, ha imparato l’arte di far ottenere ai film il visto censura, necessario nel paese comunista. Conoscevamo Bortone per un documentario su Joe D’Amato, un ritratto d’autore, passione che evidentemente ci accomuna. Tra i suoi film ricordiamo 10 regole per fare innamorare (2012), girato con Fausto Brizzi e Rosso come il cielo (2006).

Caffè è stato presentato nel 2016 a Venezia nel corso delle Giornate degli autori, con pieno merito perché è cinema d’autore vero, scritto dal regista e sceneggiato con Annalaura Ciervo, Minghui Shi e Matthew Thompson. La fotografia di Vladan Radovic è cupa e notturna, dai toni giallo ocra, consueti nel cinema italiano. Montaggio rapido da cinema d’azione di Claudio Di Mauro. Colonna sonora angosciante di Teho Teardo. Titolo internazionale Coffee, distribuito in Cina, Brasile e Stati Uniti, è costato molto (per le scenografie fantasmagoriche) ma ha avuto diverse sovvenzioni come prodotto d’interesse culturale. Visto su Rai 5, la televisione del cinema d’autore, senza pubblicità. Un film interessante, da apprezzare, un’eccezione nel quadro poco vitale del cinema italiano.

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Regia: Cristiano Bortone. Soggetto: Cristiano Bortone. Sceneggiatura: Cristiano Bortone, Annalaura Ciervo, Minghui Shi, Matthew Thompson. Fotografia: Vladan Radovic. Montaggio: Claudio Di Mauro. Musiche: Teho Teardo. Scenografia: Ilaria Sadun, Kurt Rigolle, Li Yading. Costumi: Eva Coen, Vanessa Evrard, Iris Wu. Trucco: Enza Lamparelli. Case di Produzione: Orisa Produzioni, Savage Film, Road Pictures, China Blue, Rai Cinema. Produttori: Cristiano Bortone, Bart Van Langendonck, Peter Bouckaert, Gong Ming Cai, Natacha Devillers. Distribuzione (Italia): Officine Ubu. Genere: Drammatico. Durata: 112’. Paesi di Produzione: Italia, Belgio, Cina. Interpreti: Dario Aita (Renzo), Miriam Dalmazio (Gaia), Michael Schermi (Stefano), Ennio Fantastichini (Enrico), Notsa Mao Miakouang (Serge), Giovanni Galati (Pasquale) Omou Sow: (Amina), Giuliano Masè (capo operai), Hichem Yacoubi (Hamed), Arne De Tremerie (Michael), Koen De Bouw (Padre di Vincent), Jean-Louis Sibille (Robert), Tim Taveirne (Danny), Karima El Mouzghibati (Saida), Rosita Huybrechts (Nonna di Vincent), Anas Amnih (Figlio di Hamed), Fangsheng Lu (Ren Fei), Zhuo Tan (A Fang), Sarah Yimo Li (Qing Lan), Qjuge Zhang (Gao Lang), Kitty Zhang (Yuqi), Xiaohu Fu (Wu Cheng), Youxin Zhang (Padre di Fei), Qiuming Li (Giovane Fei), Zuojiu Yang (Zio di Fei), Fuli Zhang (Zia di Fei).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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