Ferocia

Ogni tanto, un’umanità che avrebbe dovuto lasciarsi dietro l’epoca delle caverne e delle belve, torna ad essere colpita da un’ondata di spietata ferocia. E non in lontani popoli primitivi, ma in piena Europa o in paesi orientali di antica civiltà. I massacri nazisti e staliniani, i pogrom antisemiti, la macabra “pulizia etnica” nei Balcani e così via.

In questo anno 2022, l’onda della ferocia è tornata a dilagare, in Ucraina, da parte dei russi e poi in Iran, dove le manifestazioni di protesta di un popolo che reclama solo il diritto a vivere libero da pregiudizi medioevali hanno avuto come risposta una spietata repressione, che ha lasciato centinaia di morti e migliaia di arrestati. L’ultimo esempio di spietata ferocia, il più spettacolare, è dato dalla impiccagione di un giovane manifestante, accusato di essere “nemico di Dio”.

Bisogna risalire ai tempi, ormai lontanissimi, dell’Inquisizione, per trovare qualcosa di analogo nella storia della nostra religione. Per noi, che consideriamo la separazione tra Stato e Chiesa un dato ormai acquisito di civiltà, una teocrazia di vecchi non eletti dal popolo, che ne condizionano ogni aspetto della vita, risulta incomprensibile e scandalosa.

C’è però poco che l’Occidente libero e laico possa fare, al di là di proteste spettacolari e interventi diplomatici, se non si vuole o non si può arrivare a tagliare completamente i ponti con quella sanguinaria dittatura. Che durerà, autoperpetuantesi, fino a che la sollevazione del suo popolo non sarà davvero generale e incontenibile.

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