UE, obiettivo indipendenza energetica

REPowerEU è il piano della UE messo a punto a seguito della guerra della Russia contro l’Ucraina l’Unione europea con l’obiettivo di eliminare gradualmente l’uso di combustibili fossili russi, accelerando la transizione e costruendo un sistema energetico più resiliente. Il piano è stato presentato lo scorso 18 maggio 2022 dalla Commissione Europea e completato il 20 luglio, con un ulteriore tassello volto a ridurre del 15% la domanda di gas in tutti gli Stati membri (SM) dell’UE nei prossimi 8 mesi e ad immagazzinare più gas per l’inverno. La Commissione europea stima che il piano costerà 210 miliardi di euro; finanziato attraverso lo Strumento per la ripresa e la resilienza (RRF) che fornirà ulteriori finanziamenti dell’Ue. I Paesi dell’Ue potranno effettuare investimenti per le priorità di REPowerEU nell’ambito dei loro piani di ripresa e resilienza. Altre fonti di finanziamento per la diversificazione energetica e la transizione verso l’energia pulita sono i fondi della politica di coesione e il Meccanismo per collegare l’Europa. Tuttavia, la maggior parte degli investimenti dovrà essere mobilitata da fonti private.

Il Parlamento Europeo ha approvato in plenaria il REPowerEU il testo legislativo con 471 voti favorevoli, 90 contrari e 53 astensioni, prevedendo un rapido adattamento dell’industria e delle infrastrutture a fonti e fornitori di energia diversi e un aumento della produzione di energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell’industria e nella produzione di energia. Secondo il testo, i Paesi UE che presenteranno un piano di ripresa e resilienza (PNRR) modificato dopo l’entrata in vigore di questa proposta saranno obbligati a includere misure per il risparmio energetico, la produzione di energia pulita e la diversificazione dell’approvvigionamento energetico, come previsto da REPowerEU. I deputati hanno proposto che i 20 miliardi di euro preventivati dalla Commissione come ulteriori sovvenzioni, non provengano dalle quote della Riserva stabilizzatrice del mercato dell’UE, ma da un’asta anticipata delle quote di emissione nazionali già previste nel Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS UE). Il Parlamento chiede alla Commissione di trovare altre fonti di denaro per integrare il finanziamento delle azioni di REPowerEU, anche consentendo la flessibilità nell’uso dei fondi non spesi, in particolare quelli residui dal bilancio 2014-2020.

Il piano REPowerEU mira a porre fine alla dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili russi entro il 2030. Attualmente questa dipendenza costa ai contribuenti europei quasi 100 miliardi di euro all’anno. Fino al 2027 è necessario un investimento di 210 miliardi di euro. Nel dettaglio sono previsti 113 miliardi di euro per le energie rinnovabili (86 miliardi di euro) e le infrastrutture per l’idrogeno (27 miliardi di euro); 56 miliardi di euro per l’efficienza energetica e le pompe di calore. 41 miliardi di euro per adattare l’industria all’uso di meno combustibili fossili; 37 miliardi di euro per aumentare la produzione di biometano; 29 miliardi di euro nella rete elettrica per consentire un maggiore utilizzo dell’elettricità; 10 miliardi di euro investimenti per importare una quantità sufficiente di Gnl e gasdotti; 1.5-2 miliardi di euro per la sicurezza dell’approvvigionamento di petrolio. Tutto questo è sufficiente a garantire elettricità a più di 120.000 famiglie.

Nel finanziamento di REPowerEU sarà centrale il ruolo di InvestEU, il programma di investimento più importante dell’Ue, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, forte di una garanzia di 26 miliardi di euro da parte dell’Ue, che rassicura gli investitori e dovrebbe portare oltre 370 miliardi di euro di finanziamenti pubblici e privati. Quando InvestEU è stato approvato era destinato principalmente a favorire la ripresa economica dopo pandemia, concentrandosi sulla transizione verde e digitale, ora può essere adattato alla resilienza energetica. InvestEU centralizza i programmi di consulenza a livello europeo sotto un unico ombrello, chiamato InvestEU Advi-sory Hub e dovrebbe avere circa 50 progetti di investimento in corso entro luglio 2022. La Banca europea per gli investimenti ha apportato 54 milioni come prestito o meccanismo di garanzia, su un totale di 189 milioni di euro e ha svolto il ruolo di intermediario per altri 14 milioni. Più di un terzo del costo totale è già stato coperto. Abbastanza per rassicurare gli investitori privati, che hanno finanziato gli 89 milioni rimanenti.

La Presidente del PE Roberta Metsola ha dichiarato: “Il voto di oggi dimostra che siamo pronti a utilizzare ogni singolo euro dei fondi comuni dell’UE per aiutare i Paesi membri ad affrontare la crisi energetica”.

Il correlatore Siegfried Mureşan (PPE, RO) ha dichiarato: “L’impennata nei prezzi delle bollette è estremamente dannosa per i cittadini e le imprese più vulnerabili. La nostra indipendenza e sicurezza energetica è fondamentale per superare questa crisi, e il piano REPowerEU ci aiuterà a raggiungere questo obiettivo. La posizione del Parlamento è chiara: vogliamo raggiungere l’indipendenza dai combustibili fossili russi e investire nelle energie rinnovabili e pulite. È anche per questo che il Parlamento insiste su progetti, come quelli transfrontalieri, con un reale valore aggiunto per l’UE”.

La correlatrice Eider Gardiazabal Rubial (S&D, ES) ha dichiarato: “Per sostenere i cittadini dopo la pandemia, abbiamo dato un segnale forte con i fondi di NextGenerationEU. Ma quando pensavamo che il peggio fosse passato, Putin ha invaso l’Ucraina provocando una crisi geopolitica, umanitaria, alimentare, energetica e inflazionistica alla quale abbiamo dovuto rispondere con diversi strumenti come REPowerEU. La nostra proposta ha migliorato quella della Commissione e rafforzato la lotta alla povertà energetica, sostenendo le famiglie più vulnerabili, aumentando il ruolo delle autorità locali, migliorando la cooperazione transfrontaliera e rafforzando il principio Do no significant harm per proteggere l’ambiente“.

Il correlatore Dragoș Pîslaru (Renew, RO) ha dichiarato: “Oggi forniamo ai nostri cittadini gli strumenti per superare l’inverno, con progetti che ci renderanno più indipendenti dai combustibili fossili russi. Stiamo investendo nel nostro continente per renderlo più sostenibile e verde per le prossime generazioni. Due anni fa, sotto la guida del principio di solidarietà, abbiamo realizzato il Dispositivo per la ripresa e la resilienza. Ora completiamo questo lavoro con REPowerEU, che consente ai governi di migliorare i loro piani di ripresa investendo in maggiore efficienza energetica, nella lotta alla povertà energetica e nelle risorse energetiche verdi“.

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