Il giorno del giudizio

Forse si esagera un po’ a parlare di oggi come del “giorno del giudizio”. Però un grande fondo di verità esiste. Mai come in questa estate del 2022, c’è stato bisogno di un governo in grado di affrontare una serie di emergenze, in primo luogo quella energetica, e permettere all’Italia di restare presente sia nel sostegno all’Ucraina sia nella promozione del dialogo che tanti invocano. E non ho mai visto, in lunghi anni di vita pubblica, una mobilitazione “dal basso” così forte e diffusa a favore di un governo e del suo capo. Mai, a mio ricordo, sindacati, Confindustria, sindaci (1300) sono stati così concordi nel dire ai partiti: basta con i vostri ignobili giochetti, ricordatevi che siete lì per governare nell’interesse di tutti, non per i vostri piccoli calcoli.

Ma la classe politica continua imperterrita nella sua corsa autoreferenziale e distruttiva, mostrando a chiarissime lettere che, con qualche rara eccezione, tutti pensano al loro miserabile vantaggio a breve termine, non a quanto serva agli italiani al cui interesse si appellano enfaticamente quando gli fa comodo. Ho detto che qualche eccezione c’è, ma va cercata davvero con il lumicino: forse Enrico Letta, con il suo stile zen, forse Luigi Di Maio, al quale va riconosciuto un senso del Paese che non mi sarei mai aspettato; forse quei parlamentari che nei gruppi M5 si battono per la riconferma del governo, forse Matteo Renzi, famoso ex-picconatore che ora si è scoperta una vocazione di edile. E qui la lista finisce: escludiamone ovviamente gli incredibili Salvini e Berlusconi, una coppia di clown che ripetono instancabilmente il loro numero; ed anche – con qualche dispiacere – escludiamone Giorgia Meloni che, sì, fa il suo mestiere di oppositrice, ma dovrebbe vergognarsi quando sbandiera l’amor patrio e pugnala la stessa Patria solo per non perdere qualche vantaggio elettorale.

Mario Draghi sta dando, come sempre, prova di serietà e concretezza: mentre gli altri blaterano, lui va ad Algeri ad assicurare agli italiani altri miliardi di metri cubi di gas. Ma vorrei qui dare un avvertimento: con Mario Draghi ho lavorato per due anni gomito a gomito, vedendolo quasi due volte alla settimana. È un uomo integro, competente e duro. Dà molto difficilmente la sua stima e quasi mai la sua amicizia. Se sperano di blandirlo o spaventarlo, si sbagliano davvero di grosso.

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