Cittadini di serie C

«Difficile parlare di cose sensate al giorno d’oggi. Leggere i giornali o peggio, ascoltare i tiggì, è dequalificante per i sani di mente e di spirito. Il Governo è una specie di gabbia di matti dove quasi tutti sono convinti di essere Napoleone. Non fanno che dirci quanto sono bravi a fare quello che fanno? E il punto di domanda è obbligatorio, quasi a sottolineare che siano unti del Signore. Le imprese arrancano e chiudono e Pierin Pierello con quella faccia da seminarista inventa uno “sgravio” fiscale per chi assume analfabeti e poi ha il coraggio di dire: così le imprese non avranno più scuse e dovranno per forza assumere. E allora io mi chiedo: ma questo è “confuso”? ma quale sgravio fiscale del piffero, maremma imbufalita, le imprese devo produrre e vendere e se non hanno compratori chi mai potrà assumere? ma questo “confuso”  chi lo consiglia? oppure è proprio farina del suo sacco? oppure è così arrogante da essere sempre declinato in prima persona?  Però un piccolo raggio di sole c’è. Quando ormai vecchi e poveri, prede dei guizzi capricciosi dell’apparato urinario giaceremo in strada con un cappello tra le gambe, forse verranno a darci pane e minestra i figli degli emigrati colpiti da Jus Soli; e noi piangeremo insieme raccontando loro com’era una volta la nostra vita quando c’era la diccì.

Credo che ormai il buonsenso sia morto; eppure sarebbe così semplice. Basterebbe fare come a scuola: un bel foglio bianco e a destra le cose urgenti e a sinistra quelle che devono aspettare. Poi richiamare sul proprio capo le maledizioni più orribili e cacciare via la metà dei dipendenti statali usando una logica semplice semplice: il merito. Mandare a casa i portatori sani di fotocopie e anche gli arroganti capetti di vari ministeri, quelli, per intenderci: se passa attraverso il tipo, la pratica andrà a buon fine “più presto”. Ecco, è così semplice, che ci vuole!

“Sono padri e madri di famiglia” dissero i sindacati, altra piaga biblica; e in coro si udì: e chissenefrega. Ma i cittadini normali, quelli che non hanno nessun santo in paradiso, quelli che pagano e basta, per intenderci, quelli sono allo stremo e chiedono brioche, non si accontentano più della rosetta. Certo significa essere impopolari per la metà della popolazione; ma pensiamo per una volta anche all’altra di metà.

Comunque è la grande sconfitta della politica, quella vera, quella dei grandi che sono stati grandi anche perché gli italiani erano molti di meno e anche meno scafati; insomma, quelli gagliardi di 40 anni fa si rigirano nei sudari. E non ci sono più speranze: difenderemo il nostro misero orto con le armi, per ora del buonsenso. Clandestini nell’animo, vittime della mediocrità, cittadini di serie C.»

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