Camera di Consiglio

FIGLI AFFIDATI AL PADRE PER LA MAGGIOR TUTELA DEL MINORE – Con una recentissima sentenza, la Corte di Cassazione è tornata a parlare dei diritti dei minori, in particolare nel decidere quale fosse la tutela del loro miglior interesse nel caso in cui costoro, affidati alla madre, fossero costretti a vedere la stessa subire dei maltrattamenti dal nuovo compagno, poi denunciato.

In particolare, la Corte d’Appello di Roma respingeva il reclamo spiegato dalla donna contro il provvedimento di primo grado, poiché la Corte stessa aveva tenuto conto del contenuto delle relazioni dei Servizi sociali, dai quali emergeva come i minori, affidati al padre, godessero di maggior cura e serenità, dimostrando attenzione e creando attorno ai minori medesimi un clima costruttivo e positivo per la loro crescita e la loro educazione.

Inoltre, il padre viveva accanto alla sorella ed anche per questo motivo i minori potevano beneficiare degli effetti positivi di una rete familiare solida, mantenendo, così, buoni rapporti con gli altri membri del nucleo familiare, tra cui i cuginetti ed i nonni.

Dopo che i figli venivano, dunque, finalmente affidati alle cure paterne, la madre proponeva ricorso per Cassazione, dichiarato inammissibile poiché la struttura del ricorso era totalmente priva di una qualsivoglia descrizione, seppure sintetica, riguardante la concreta vicenda processuale, i fatti giuridici costitutivi della domanda proposta innanzi al primo giudice ed il contenuto della decisione adottata dal Tribunale di Cassino: insomma, la madre non spiegava alcunché circa l’originaria situazione, non essendo sufficienti delle argomentazioni del tutto generiche.

Infatti, il ricorso per Cassazione deve contenere, sebbene in modo non analitico o particolareggiato, l’indicazione sommaria delle pretese delle parti, con i presupposti di fatto e le ragioni di diritto che le hanno giustificate, delle eccezioni, delle difese e delle deduzioni di ciascuna parte in relazione alla posizione avversaria, dello svolgersi della vicenda processuale nelle sue articolazioni e, dunque, delle argomentazioni essenziali, in fatto ed in diritto, su cui si è fondata la decisione impugnata, cosa che non era stata effettuata.

In ogni caso, la tutela del minore, deve sempre essere tenuta in primaria considerazione: quale necessità di raggiungimento del suo migliore interesse: per questo motivo ogni pronuncia deve essere finalizzata a promuovere il benessere psicofisico del bambino e a privilegiare l’assetto di interessi più favorevole a una sua crescita e maturazione equilibrata e sana. Da ciò se ne deduce che i diritti degli adulti vanno a cedere rispetto a quelli del minore, a meno che non coincidano con il loro miglior interesse. E già in primo che in secondo grado è stato tenuto conto di questo.

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