Signora Presidente

Lunedì cominceranno le votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. Lo sanno pure i sassi.

I giornali hanno trovato il loro scopo nella vita: dalla “Settimana enigmistica” alla “Pravda” tutti si sono espressi. Grandi nomi, soliti noti e soliti ignoti. Poi la novità della candidata donna chiesta a grande voce dal mondo femminile. Francamente credo si sia persa la grande occasione con Emma Bonino quando si candidò pubblicamente spiegando ai Grandi Elettori come avrebbe svolto il suo compito. Donna straordinaria Emma, sarebbe stata una Presidente con i fiocchi. Ma manco per idea, il Paese non era pronto.

Tutto dipenderà, come sempre è stato, da quello che si prometteranno gli uni con gli altri. Intanto è stato tirato fuori il caro Silvio che ancora nonostante si regga con gli spilli, non fa un passo indietro; poi nomi di donne e uomini che fanno rabbrividire. Alla fine, secondo me, sarà eletto qualcuno di cui mai si è parlato, magari una figura di spessore ma poco mondana. Magari una donna.

In un certo senso, è più facile che sia eletta una donna Presidente della Repubblica piuttosto che sindaca di un piccolo paesello. La politica, specie quella di paese, è fatta in maggior misura da maschi che si supportano tra di loro a pacche sulla spalla. Il maschilismo è ancora imperante e lasciatemelo dire, se non ci fossero le quote rosa staremmo ancora a capo dei corsi di ricamo. Sono solo 6 su 108 le Sindache elette in capoluoghi di provincia. Tra i 10 comuni amministrati da una Sindaca, 4 sono andati al voto a ottobre 2021. In tutti e quattro i casi un uomo è subentrato al loro posto.

Chiediamoci perché. Non è vero che non ci sono candidate. E’ vero che alle donne danno ruoli di portatrici di acqua. Ruoli strombazzati a beneficio della plebe tanto per far vedere: “guarda un po’ chi ho in squadra”. Io sono stata testimone poco tempo fa di una chiacchierata tra maschi. Mancava loro solo lo scenario del circolo di cricket o polo esclusivo e il bicchiere di cognac o porto tra le mani. Erano tutti Rettori. Dopo aver ascoltato una brava Ministra discutere su come sia, dati alla mano, importante la donne nei ruoli apicali per il benessere di molte aziende, li ho sentiti ammiccare a vicenda dandosi virtuali gomitate: ”macché, ma chissenefrega; io ho studenti maschi con i fiocchi chissenefrega delle donne, stessero al loro posto”. Quale esso fosse non mi è dato sapere ma posso immaginarlo. Guardaroba, a sorridere mentre gli uomini eleganti e importanti porgono i loro costosi cappelli? Solito vecchio cucito? Oppure lavoro a maglia che è rilassante. Purtroppo sono stata trascinata via prima che iniziassi la rissa.

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