Arrivederci Presidente, Benarrivato Presidente

A febbraio il buon caro Mattarella andrà in pensione. Un po’ mi dispiace, mi ero abituata alla sua flemma, al tono calmo della voce che mentre all’inizio del suo incarico mi faceva sbadigliare, nel tempo era diventata quella di uno di famiglia, di uno zio saggio. Insomma, mi dispiace che abbia finito il settennato.

Un periodo certo non facile ma credo che ormai sia la norma il susseguirsi di periodi non facili. Il mondo si è molto complicato e le cose non saranno mai come prima; questo, penso sia chiaro a molti. E, comunque, su tutto c’è la passione sfrenata di tanti di complicarsi la vita.

Ma torniamo al Presidente della Repubblica; a febbraio il Parlamento eleggerà il nuovo. È scattato da tempo il toto nomine; noti, soliti noti, incerti sconosciuti e portatori di fama, insomma, ne vedremo delle belle. La novità è la possibilità che una donna sia eletta presidente. Sarebbe bellissimo anche se io rimango dell’idea che già 7 anni fa doveva diventare presidente Emma Bonino; al momento non vedo miglior candidata di lei.

Nessuna come lei ha rappresentato meglio le donne meglio, combattuto le battaglie epocali per i nostri diritti; conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, Emma sarebbe una presidente magnifica.

Ci sono anche molte altre figure femminili di spessore; ho letto da qualche parte che un’associazione che sta caldeggiando una donna al Quirinale; peccato che lo faccia in modo a dir poco buffo; non fa una rosa di nomi ma elenca i requisiti che dovrebbe avere. Quando ho letto “sguardo ‘glocal‘, orizzonte internazionale ma radici nei territori ed equilibrio fisico e psicologico” ho cominciato a piangere e ridere insieme. Ma che vuol dire? Cosa hanno in mente? Era tanto che non leggevo cose così ridicole.

Comunque, a parte questi vaneggiamenti di persone ignorabili, spero davvero in una donna. Ma una donna con la D maiuscola. Non certo una Kamala Harris ma piuttosto una Nilde Jotti o Tina Anselmi. Ne abbiamo di donne in gamba anche se spesso non si mettono in prima linea per vari motivi. A volte quelle che scalpitano di più, malate di fama, sono le meno adatte perché lavorano solo per loro stesse.

E comunque voglio pensare positivo. E fare tanti auguri al nostro Presidente uscente che ha fatto un egregio lavoro. Buon anno.

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