Cronache dai Palazzi

Si torna a parlare insistentemente di Covid a causa di un avanzamento dell’epidemia. Tornano a salire i contagi ma nel nostro Paese i vaccini arginano la situazione mentre diversi Paesi europei, ad esempio la Germania e l’Austria, sono travolti da una pesante quarta ondata e registrano un numero considerevole di decessi e di persone infettate. “Il vaccino – ha ribadito il ministro della Salute, Roberto Speranza – è lo strumento principale contro il virus”.

Secondo i dati della Fondazione Gimbe, in una settimana (10-16 novembre) sono stati oltre 13 mila i casi in più (da 41.051 a 54.370) registrando un aumento del 32%. “Siamo dentro una quarta ondata molto significativa negli altri Paesi europei – ha sottolineato il ministro Speranza – e l’Italia non si può ritenere fuori” da questo ritorno vorticoso del virus.

Preoccupazione anche da parte della Conferenza delle Regioni. In alcune zone d’Italia l’epidemia ha ripreso a correre a poche settimane dalle feste natalizie e poco prima dell’inizio della stagione sciistica che dovrebbe ripartire dal 27 novembre. Si profilano ritorni in zona gialla o ancor peggio in zona arancione con le restrizioni relative alle diverse situazioni. I governatori reclamano un confronto con Palazzo Chigi ritenendo “urgentissimo” un incontro con il presidente del Consiglio, in primo luogo per rivedere il sistema delle restrizioni. “Vogliamo – ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a ridosso dell’incontro con la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini – un incontro urgente con Draghi. Ci preoccupano il peggioramento dello scenario di rischio epidemiologico in alcune aree e la ricaduta che potrebbe avere sulla ripresa economica e sulle attività sociali”. La proposta delle Regioni è imporre eventuali restrizioni in zona gialla o arancione ai soli non vaccinati. “Le regole vigenti furono adottate quando non c’erano tanti vaccinati né il green pass”, ha affermato Fedriga, per cui “è necessaria una riflessione di governo e Regioni sulla loro tenuta oggi”.

È bene “distinguere, ai fini delle restrizioni, tra chi ha il green pass perché è vaccinato da chi lo ha perché ha fatto un tampone”, ha affermato il ministro della Cultura Dario Franceschini. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha a sua volta ribadito che “se una Regione passa in zona arancione, piuttosto che chiudere attività, dovrebbe dare la possibilità solo a chi è vaccinato di frequentare ristoranti, cinema, teatri”. Raccomandato inoltre l’uso della mascherina che, in vista delle feste natalizie, sarebbe d’obbligo nei negozi e nei centri commerciali, in cui inoltre occorre igienizzare le mani e mantenere il dovuto distanziamento fisico. Per evitare gli assembramenti all’interno degli esercizi gli ingressi dovrebbero infine essere contingentati. In zona gialla scatterebbe l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto così come in zona arancione e rossa. Gli scienziati consigliano di indossare la protezione individuale anche nelle strade e nelle piazze affollate.

Ai presidenti di Regione la ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini chiarisce che non vi è “alcuna volontà di spaccare il Paese, ma se l’aumento dei contagi e delle ospedalizzazioni dovesse portare a nuove restrizioni, non sarebbe ipotizzabile mettere sullo stesso piano i vaccinati e i non vaccinati”. Dopo un incontro con i governatori fissato per i primi giorni della prossima settimana la cabina di regia di Palazzo Chigi definirà le nuove norme procedendo per decreto.

In primo luogo occorrerà rivedere la validità del green pass dato che, come dimostrano diversi studi dell’Istituto superiore di sanità, dopo 6 mesi l’immunizzazione da vaccino tende a scemare. Il decreto potrà quindi stabilire che il green pass non avrà più una validità annuale ma di 9 mesi dall’ultima inoculazione. Nel frattempo il ministero della Salute ha deciso di anticipare al 22 novembre l’avvio della campagna per il richiamo della terza dose di vaccino per la fascia tra i 40 e i 59 anni. Entro la fine del mese di novembre, invece, l’Ema dovrebbe approvare il vaccino per i bambini tra i 5 e gli 11 anni mentre in Austria, a causa dell’impennata dei contagi, i bambini possono già vaccinarsi e da febbraio 2022 nel Paese d’Oltralpe scatterà l’obbligo di vaccinarsi.

Al vaglio inoltre la validità dei tamponi antigenici ritenuti non attendibili al cento per cento, la cui durata potrebbe essere al massimo 24 ore, e anche la validità dei più attendibili tamponi molecolari potrebbe essere portata da 72 a 48 ore. Una delle ipotesi è eliminare il tampone per ottenere il green pass. Antigenici e molecolari potrebbero essere utilizzati esclusivamente da coloro che non essendo vaccinati devono accedere al proprio posto di lavoro.

In definitiva bar, ristoranti, cinema, teatri e tutti i luoghi al chiuso potrebbero diventare inaccessibili per tutti coloro che non sono vaccinati. Una linea rigorista ribadita dal ministero della Salute per non “vanificare gli sforzi fatti sin ad ora”. Una linea condivisa anche dalla Conferenza delle Regioni e dai vari governatori che, seppur appartenenti a fronti opposti, risultano compatti per quanto riguarda le decisioni da adottare in questo frangente per poter fronteggiare una aggressiva quarta ondata pandemica.

Il decreto confermerà infine l’obbligo della dose booster per gli operatori sanitari e per coloro che lavorano nelle residenze Rsa, per i quali il governo sta valutando l’anticipo della terza dose dalla fine del quinto mese e non dal sesto.

“Per ora nessuna regione passerà da lunedì in zona gialla ma alcune, come il Friuli Venezia Giulia e le Marche, vanno un po’ attenzionate”, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Come ha ribadito anche il ministro Speranza ci troviamo in una “fase delicata”, sia a causa dell’affievolirsi della copertura vaccinale per molte fasce della popolazione sia per la stagione fredda alle porte che consente al virus di diffondersi in maniera più veloce e capillare.

“Il virus continua a provocare allarme. Non si è esaurito il nostro dovere di responsabilità, soprattutto verso i più deboli”, ha ribadito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’iniziativa “I Giorni della Ricerca” promossa dall’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).

Siamo riusciti a realizzare una ripresa economica e i vaccini sono stati la nostra difesa, hanno consentito le riaperture. La ricerca è stata un grande esempio di collaborazione mondiale”, ha sottolineato Mattarella ricordando, inoltre, la “larga adesione alla campagna vaccinale che ha visto la quasi totalità degli italiani vaccinarsi per proteggere se stessi e gli altri”.

La pandemia rappresenta una triste occasione storica che deve servire per migliorare: sul disastro della crisi sanitaria, economica e sociale, si possono erigere fondamenta più solide per un futuro più sicuro. Occorre quindi investire al meglio le risorse europee in arrivo: “Il Pnrr prevede investimenti importanti nella ricerca e nello sviluppo del Sistema sanitario nazionale: dobbiamo saperlo realizzare”, ha ammonito il capo dello Stato, “ne va del nostro futuro e anche di quello dell’Europa visti gli investimenti che sono stati stanziati”.

Doveroso infine combattere “contro l’antiscienza” ed eventuali “nuclei che la propagano”. Si tratta di “una sfida” da condurre “nei luoghi della modernità”, da “affrontare” e “vincere” proseguendo il “percorso virtuoso” intrapreso a causa della pandemia nel corso degli ultimi due anni ormai, fino ad oggi.

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