La madre (Film, 2013)

Il regista argentino Andrés Muschietti, detto Andy, di origini italiane, debutta nel lungometraggio con una storia soprannaturale da lui scritta, sceneggiata e diretta, sotto l’egida produttiva di Guillermo Del Toro. La storia proviene da un cortometraggio (tre minuti) di Muschietti, mentre il film è un notevole affare commerciale per gli anni Duemila: costo 15 milioni di dollari, incasso 146 milioni. Grazie a questo incredibile successo Muschietti viene chiamato a dirigere i due capitoli del nuovo IT (2017-2019), che registrano ancora una grande accoglienza da parte del pubblico.

La madre (titolo originale Mama) vorrebbe essere un thriller psicologico anche se le parti soprannaturali sovrastano i momenti realistici e il regista finisce per girare un horror basato su ottimi effetti speciali, del tutto avulso dalla realtà. Un padre rapisce le due figlie dopo aver ucciso la moglie, le porta con sé in un capanno nascosto in una fitta boscaglia e vorrebbe ucciderle, per poi suicidarsi. L’intervento di uno spirito maligno – la madre, appunto – impedisce la morte delle bambine che sono allevate da un tetro fantasma per cinque lunghi anni. Quando le piccole vengono ritrovate e affidate allo zio (gemello del padre), che vive con una compagna rockettara, sono due intrattabili animali selvatici, con il problema (non di poco conto) che la madre non le ha certo abbandonate. La parte horror soprannaturale prosegue, abbastanza terrificante, fino alla scena finale (fin troppo eccessiva), ma è bene non anticipare altro per non rovinare le sorprese e i colpi di scena su cui si basa la sceneggiatura.

Tra gli interpreti, una nota di merito a Jessica Chastain (Annabel), una cantante rock che non vorrebbe avere figli ma finisce per affezionarsi alle bambine. Brave le piccole Megan Charpentier (Victoria) e Isabelle Nélisse (Lilly) in due ruoli per niente facili da caratterizzare. Molto più ordinaria la doppia parte di Nikolaj Coster-Waldau (Luke/Jeffrey), padre e zio delle bambine. Daniel Kash, il dottor Dreyfuss che ha in cura le piccole e scopre l’orribile segreto della madre, è forse la figura più convenzionale, così come Javier Botet – nei panni del fantasma assassino – è più una serie di effetti speciali deformanti che un’interprete. Fotografia cupa, da horror senza redenzione; montaggio ansiogeno; colonna sonora inquietante; sceneggiatura abbastanza prevedibile ma priva di punti morti; regia efficace.

Il solo problema della pellicola è che in tema di horror soprannaturale abbiamo già visto molto, quindi non è facile essere originali. Muschietti è un ottimo autore di genere che dimostra tutto il suo valore con la saga IT (specie il primo), confermandosi buon direttore di piccoli attori. Se amate l’horror, è un film che dovete vedere, anche se siamo lontani mille miglia dalla parola capolavoro.

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Regia: Andrés Muschietti. Soggetto: Andrés Muschietti, Barbara Muschietti. Sceneggiatura: Andrés Muschietti, Barbara Muschietti, Neil Cross. Fotografia: Antonio Riestra. Montaggio: Michele Conroy. Effetti Speciali: Jaime Fortea. Musiche: Fernando Velázquez. Scenografia: Anastasia Masaro. Costumi: Luís Sequeira. Trucco: Linda Dowds. Produttori: J. Miles Dale, Barbara Muschietti, Cristina Lera Gracia. Produttore Esecutivo: Guillermo del Toro. Case di Produzione: Demilo Productions, Toma 78. Distribuzione Italia: Universal Pictures. Titolo Originale: Mama. Lingua: Inglese. Paesi di Produzione: Canada, Spagna. Anno di Produzione: 2013. Durata: 100’. Genere: Horror. Interpreti: Jessica Chastain (Annabel), Megan Charpentier (Victoria), Isabelle Nélisse (Lilly), Nikolaj Coster-Waldau (Luke/Jeffrey), Daniel Kash (dr. Dreyfuss), Javier Boter (la madre).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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