Cronache dai Palazzi

Occorre “accelerare molto sulla vaccinazione e mantenere un atteggiamento assolutamente graduale sull’allentamento delle misure, perché la partita non è ancora chiusa”. Dal G7 di Oxford, il ministro della Salute italiano Roberto Speranza, rende note le linee essenziali condivise con gli omologhi di Regno Unito, Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti e Canada. Speranza ha inoltre sottolineato la “grandissima sintonia” tra l’Italia di Draghi e gli Stati Uniti di Joe Biden, per il comune impegno nel trovare un accordo sul green pass internazionale e per l’accelerazione della campagna di vaccinazione su scala globale. In effetti ora la vera sfida è vaccinare i Paesi più poveri, sia per motivi etici sia per evitare la diffusione delle varianti.

“I giorni più duri sono alle spalle” ma non si deve abbassare la guardia. Occorre procedere con “gradualità” riaprendo inoltre le attività un passo alla volta “con fiducia e cautela, perché se corriamo troppo rischiamo di pagare un prezzo”. Speranza ribadisce che “quella della prudenza è la strada giusta, condivisa da tutti i ministri della Salute del G7”.

Il “percorso graduale”, più volte ribadito dal ministro della Salute Roberto Speranza, viene condiviso anche dal premier Mario Draghi. In questo contesto si è giunti ad un accordo con la Conferenza delle Regioni per quanto riguarda i 6 posti al tavolo (limite che decade nel caso di tavoli all’aperto) nei ristoranti al chiuso in zona bianca e per commensali non conviventi. Le regole non cambiano invece in zona gialla in cui rimane il limite di quattro commensali per ogni tavolo.

Dato il miglioramento dei dati sul Coronavirus, come testimoniato anche dall’Istituto superiore di sanità, da lunedì 7 giugno passeranno in zona bianca Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto, mentre da lunedì 14 giugno, se non ci saranno impennate della curva epidemiologica, diventeranno bianche Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Provincia di Trento e Puglia. Il 21 giugno, invece, passeranno in zona bianca Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Provincia di Bolzano, Sicilia e Toscana. L’ultima Regione dovrebbe infine essere la Valle d’Aosta che diventerà bianca il 28 giugno. In zona bianca non c’è il coprifuoco mentre da lunedì 7 giugno in zona gialla il coprifuoco scatterà alle 24 fino alle 5, e lunedì 21 giugno verrà abolito anche in zona gialla.

“La curva epidemiologica in Italia è in decrescita ed è tra le più basse d’Europa”, ha affermato il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, specificando inoltre che “il tasso di occupazione degli ospedali per Covid passa dal 14 all’11%”. Secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, l’Rt nazionale è sceso a 0,68 ampiamente sotto la soglia di 50 casi ogni 100 mila abitanti, e crolla l’incidenza: -30% nell’arco di una settimana. La pressione sulle strutture ospedaliere è tornata ad un livello accettabile.

Il miglioramento delle condizioni epidemiologiche è accompagnato da un certo ottimismo per quanto riguarda la situazione economica. L’Istat registra infatti un Pil in crescita nel 2021 che continuerà a salire nel 2022, dal 4 al 4,7%. Secondo l’Istituto nazionale di statistica nel prossimo biennio gli investimenti previsti dal Pnrr saranno determinanti per la crescita, le previsioni per gli anni 2021 e 2022 “sono fortemente legate alle ingenti misure di sostegno, agli investimenti pubblici e privati previsti dal Pnrr”, sottolinea l’Istat in un report. L’Istituto di statistica specifica inoltre che “da un lato, il miglioramento del contesto internazionale ha portato ad una revisione al rialzo per il commercio mondiale, per circa due punti percentuali, con un effetto positivo sull’andamento di importazioni ed esportazioni. Allo stesso tempo, la ripresa delle quotazioni del petrolio, da 41 dollari al barile a 66, ha portato a una revisione positiva del deflatore dei consumi delle famiglie”. Dall’altro lato, “il ripristino delle misure di distanziamento sociale nel primo trimestre e il deciso miglioramento delle aspettative delle imprese sull’evoluzione del ciclo economico hanno avuto effetti sui consumi delle famiglie e sugli investimenti”. Per quanto riguarda i consumi, nel 2021 l’Istat prevede nello specifico un incremento dei consumi delle famiglie del 3,6% con un lieve aumento della propensione al consumo. I ricercatori prevedono infine anche un progressivo miglioramento del mercato del lavoro con una generale ripresa dell’occupazione in tutti i settori. Nel 2021 si prevede una crescita delle Unità di Lavoro, le ULA, (+4,5%) che proseguirà nel 2022 anche se in parziale decelerazione (+4,1%). Per l’Istat il tasso di disoccupazione aumenterà nel corso dell’anno (9,8%) per poi ridursi nel 2022 (9,6%).

In materia di lavoro e di occupazione, il Decreto Assunzioni varato da Palazzo Chigi è l’ultimo tassello del pacchetto unitario sul Pnrr dopo Governance e Semplificazioni, già approvati dal Consiglio dei ministri. Le nuove misure riguardano nello specifico assunzioni nella Pubblica amministrazione e modalità di reclutamento di personale specializzato a tempo determinato al massimo fino al 2026, per poter attuare i progetti del Pnrr, oltre 300 programmi di investimento in diversi settori: digitalizzazione, infrastrutture, sanità, giustizia, transizione verde.

Procedure semplificate di reclutamento serviranno a muoversi in tempi rapidi come richiesto anche dall’Unione europea per quanto riguarda la realizzazione del piano di ripresa. Quindi niente più carta e penna ma concorsi completamente digitalizzati, che dovrebbero durare al massimo 100 giorni, e un portale di reclutamento unico, che dovrebbe funzionare in maniera simile al settore privato con colloqui e valutazione dei titoli e delle esperienze di lavoro. Le assunzioni strettamente collegate alla realizzazione dei progetti del Pnrr dovrebbero essere retribuite esclusivamente con le risorse dello stesso piano e il nuovo decreto prevede anche dei premi di retribuzione legati al merito. Messi nero su bianco i decreti che spianano la strada alla partenza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il nostro Paese è ora in attesa dei primi 25 miliardi in arrivo da Bruxelles, come anticipo, entro l’estate.

Nel frattempo la Commissione europea ha contestato il blocco dei licenziamenti che per i tecnici di Bruxelles “potrebbe rivelarsi anche controproducente, più a lungo e in vigore, poiché ostacola il necessario adeguamento della forza lavoro a livello aziendale. Nel nostro Paese sono circa 360 mila i posti di lavoro congelati dal blocco tra 2020 e 2021, circa 200 mila sono stati invece i licenziamenti causati dalla crisi pandemica. Per Nicolas Schmit, commissario Ue per il Lavoro e i diritti sociali, “non si può congelare per un lungo periodo il mercato del lavoro. Ma si deve facilitare la transizione”.

“L’Italia è l’unico Stato membro che ha introdotto un divieto universale di licenziamenti all’inizio della crisi Covid-19”, si legge nell’analisi della Commissione Ue, un meccanismo che secondo Bruxelles “non è stato efficace”. A beneficiare del blocco dei licenziamenti sarebbero “i contratti a tempo indeterminato, a detrimento dei temporanei o stagionali”. La Commissione europea ha comunque sottolineato che si tratta di un documento analitico che “non contiene raccomandazioni politiche”. In questo contesto il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha quindi puntualizzato: “non è una valutazione ufficiale della Commissione europea ma uno studio”. Al di là delle posizioni e dei punti di vista, il ministro Orlando ha spiegato che “si sta discutendo della gradualità con cui superare il blocco una volta che questa scelta è stata compiuta durante la pandemia”.

I sindacati italiani chiedono a loro volta di unificare le date per la fine del blocco dei licenziamenti al 31 ottobre, portando a termine nel frattempo la riforma degli ammortizzatori sociali proposta dal ministro Orlando e per cui si attende un testo elaborato dal ministero per il prossimo mese di luglio.

In base alle richieste del Pnrr, la riforma mira a “semplificare le procedure di erogazione e ad ampliare l’ambito dei destinatari degli interventi di sostegno al reddito”, definendo un “sistema di ammortizzatori sociali più equo, sostenibile e capace di far fronte alle trasformazioni, nonché alle instabilità del mercato del lavoro supportando le transizioni occupazionali e attenuando l’impatto sociale delle crisi”.

In questo contesto di “potenziamento” e “razionalizzazione” delle politiche attive si rivelano essenziali adeguate politiche di formazione e un sistema che tuteli anche i lavoratori autonomi. L’obiettivo è “costruire una rete di protezione più estesa, inclusiva e resistente alle crisi congiunturali”. Per i redditi familiari fino a 50 mila euro è invece già realtà l’assegno unico per i figli, a partire dal primo luglio.

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