Cronache dai Palazzi

La pandemia ci ha insegnato che “è possibile risolvere problemi globali solo con soluzioni globali” e non affidate ai singoli Stati, ha affermato il premier Draghi intervenendo al Global Solutions Summit 2021. “In  passato molti Paesi pensavano al sovranismo come soluzione”, ha sottolineato il presidente del Consiglio ma la crisi pandemica ha segnato un deciso “ritorno del multilateralismo”, non è possibile affrontare i problemi globali con soluzioni interne. “Lo stesso vale per le altre sfide determinanti dei nostri tempi: il cambiamento climatico e le diseguaglianze globali”. Tra le prossime sfide vi è anche quella di garantire che i Paesi più poveri abbiano a disposizione un’adeguata quantità di vaccini”, una priorità per sconfiggere la pandemia.

Nel nostro Paese dai primi giorni di giugno non ci saranno più limiti di età per vaccinarsi e, dopo l’autorizzazione dell’Ema, si potrà procedere con la somministrazione del vaccino Pfizer per i ragazzi dai 12 ai 15 anni, circa 2 milioni e 300 mila giovani.

Secondo la struttura del commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, nelle prossime due settimane, tra le dosi già consegnate e le dosi che arriveranno, si potrà pianificare l’accelerazione della campagna vaccinale in vista delle vacanze estive. L’obiettivo è raggiungere 700 mila somministrazioni al giorno. Per la fine di giugno i vaccini a disposizione saranno oltre 28 milioni, circa 8 milioni entro maggio e gli altri 20 milioni entro il prossimo mese, una quantità in grado di garantire anche la vaccinazione delle fasce di età più giovani.

“Sugli over 80, che è la categoria più a rischio, abbiamo vaccinato oltre il 90 per cento, ne mancano all’appello 460 mila”, ha dichiarato il generale Figliuolo, aggiungendo: “Per gli over 70 siamo all’80 per cento e ne mancano 1,2 milioni, sugli over 60 siamo a oltre il 65 per cento e ne mancano all’appello 2,6 milioni, considerando la platea calcolata su tessera sanitaria. Adesso dobbiamo terminare queste classi andando a intercettarle in una maniera più proattiva rispetto a quello che è stato fatto finora”. Entro settembre dovrebbe essere vaccinata l’80 per cento della popolazione italiana. Esclusa invece la somministrazione del richiamo dei del vaccino nei luoghi di vacanza. Nel mese di giugno ci si potrà vaccinare anche in farmacia e in azienda come in Emilia Romagna sul cui territorio sono già pronti tre hub interaziendali per i lavoratori, mentre il Lazio immunizzerà i maturandi.

Il green pass (certificazione verde) certificherà l’avvenuta vaccinazione contro il Covid, la guarigione dall’infezione oppure il risultato di un tampone molecolare o antigenico rapido. Il certificato verde servirà per poter accedere alle Rsa o per partecipare ai banchetti di nozze, ma anche per spostarsi da una Regione all’altra senza impedimenti e, in molti casi, per poter accedere a strutture di villeggiatura. Tale certificato viene rilasciato dalla struttura sanitaria o dal Servizio sanitario regionale di competenza ed è valido dal quindicesimo giorno dopo la prima dose e fino alla data della seconda dose, dopodiché avrà una durata di nove mesi.

Il green pass rilasciato per avvenuta guarigione viene rilasciato dalla struttura ospedaliera dove si era ricoverati, oppure dalla Asl competente, dai medici e dai pediatri e ha durata di sei mesi a partire dalla data di fine isolamento. La validità di un eventuale tampone molecolare o antigenico è invece di 48 ore.

In questo momento il certificato verde è cartaceo ma il ministro per l’Innovazione Vittorio Colao ha dichiarato che dal primo luglio sarà anche in versione digitale, scaricabile attraverso le applicazioni IO e Immuni. I green pass sono rilasciati in ambito regionale, sono validi all’interno del territorio nazionale e fino all’entrata in vigore del Digital green certificate che dal primo luglio renderà più agile la circolazione all’interno dell’Unione europea. La certificazione europea dovrà tener conto dei dati trasmessi dalle Regioni italiane sui vaccini, guarigioni e tamponi e un QR code potrà attestarne la validità.

Per quanto riguarda la messa in pratica del Recovery plan e il sistema di gestione dei progetti europei, la cosiddetta “governance”, Palazzo Chigi si avvia a definire tempi e piani prima di tutto per garantire gli investimenti concordati con la Commissione europea nel rispetto dei termini temporali stabiliti. In questo contesto governo e Mef hanno lavorato al testo per le semplificazioni amministrative cercando, tra le altre cose, di sciogliere il nodo dei subappalti per cui la soglia minima sale dal 40 al 50 per cento fino al 31 ottobre 2021.

In discussione inoltre il criterio del “massimo ribasso”, in virtù del quale vincerebbe un eventuale bando chi si propone semplicemente di eseguire un’opera ad un costo inferiore. Occorre “togliere dal tavolo l’introduzione del massimo ribasso che colpisce i principi di qualità e dignità del lavoro”, ha affermato Graziano Delrio. “L’esperienza dimostra che il massimo ribasso si traduce paradossalmente in un aumento dei tempi, dei costi delle procedure e apre la strada allo sfruttamento dei lavoratori”. Si prevede infine una specie di sopraintendenza nazionale specifica che vigili sui progetti del Recovery e la responsabilità di indirizzo del Piano è nelle mani della Presidenza del Consiglio.

In questo contesto andranno ad esempio gestite le autorizzazioni per l’ecobonus, lo sgravio al 110% per la casa, che risulterebbero semplificate in quanto i proprietari non saranno più obbligati a comunicare nel dettaglio tutti gli interventi svolti su un immobile. Un’apposita cabina di regia guidata da Palazzo Chigi avrà il compito di gestire i fondi europei, all’interno della quale il premier coinvolgerà, di volta in volta e nei singoli progetti, le amministrazioni e i ministri competenti; potranno inoltre partecipare alla cabina di regia anche i presidenti delle Regioni.

I 209 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza in programma fino al 2026 – 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti – saranno però trasferiti all’Italia in base allo stato di avanzamento dei lavori. Fondamentale quindi semplificare le norme e le procedure per velocizzare la realizzazione delle opere. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha assicurato infine massima tutela ai lavoratori sia in termini contrattuali che in termini di sicurezza, promettendo ai sindacati l’introduzione della patente a punti per la sicurezza nei cantieri.

Previste numerose deroghe al Codice degli appalti fino al 30 giugno 2023, come deciso durante la pandemia con lo scopo di rimettere in moto i cantieri. Favorite anche le assunzioni di giovani e donne, come narra nello specifico l’articolo 49 del decreto composto da 65 articoli: “Le stazioni appaltanti prevedono, nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, specifiche clausole dirette all’inserimento, come requisiti necessari e come ulteriori requisiti premiali dell’offerta, criteri orientati a promuovere l’imprenditoria giovanile, la parità di genere e l’assunzione di giovani, con età inferiore a 36 anni, e donne”.

In sostanza, le aziende che partecipano alle gare del Recovery plan dovrebbero rispettare, come “requisito necessario”, l’assunzione di giovani under 36 e donne per una quota non inferiore al 30 per cento, una norma proposta dal Pd e inserita dal ministro del Lavoro Andrea Orlando nel decreto Semplificazioni, per garantire la parità di genere e generazionale negli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Per facilitare l’accesso digitale alla Pubblica amministrazione si prevede inoltre un “delegato virtuale”, in particolare per le persone anziane, che potrà accedere all’identità digitale di chi ha poca dimestichezza con le nuove tecnologie. In pratica il Sistema di gestione delle deleghe (Sdg) consentirà a chiunque di individuare un “delegato Spid”, una persona fidata che potrà muoversi nel nome dell’identità digitale del titolare per avere accesso ai servizi. Per quanto riguarda il trattamento dei dati personali sarà “sotto la gestione della Struttura della Presidenza del Consiglio competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale”. In questo contesto, infine, Palazzo Chigi assicura un “livello di sicurezza almeno significativo” in termine di protezione delle informazioni.

In definitiva, l’accordo con Bruxelles prevede che le norme sulle semplificazioni e sulla governance vengano approvate entro maggio, per far sì che l’Italia possa accedere all’anticipo dei fondi Ue, circa 24 miliardi, che potrebbero arrivare entro la fine dell’estate.

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