I negazionisti

Spesso mi capita d leggere o di ascoltare da amici che considero persone serie, dichiarazioni che negano l’esistenza del virus che ci sta flagellando e discettano di una non precisata frode, o peggio cospirazione universale, nella quale va inteso che sarebbero implicati tutti i governi del mondo, per non parlare della grande industria, finanza, Bill Gates e così via. Questo, mentre i contagi aumentano drammaticamente (anche in Italia) – per esempio negli Stati Uniti hanno superato i 7 milioni e in tutto il mondo si contano a decine di milioni – e la gente continua a morire.

I negazionisti sono esistiti sempre: c’è chi nega l’Olocausto, chi non crede nella sbarco sulla Luna, e così via. Generalmente, non so bene perché, appartengono all’estrema destra (v. Trump, Bolsonaro, Salvini: vedere le masse che si adunano ai comizi di Trump, senza distanziamento e senza maschere, è terribile), ma forse esistono anche tra altri gruppi.

Il negazionismo, quando si riferisce ad eventi passati, può essere una prova di immensa stupidità mentale e di chiusura alla realtà, ma è alla fin fine innocuo. Ma quando si applica a eventi, per lo più tragici, in corso, è un atteggiamento folle e, nelle sue conseguenze, criminale, perché incita la gente a rifiutare le misure, certamente dolorose, certamente aspre e difficili, che sono necessarie per contenere l’evento. Perciò la gente normale, quella che ragiona con il comune buonsenso, deve opporvisi con tutti i mezzi a disposizione, trattando i negazionisti con il giusto disprezzo, e utilizzando, se può, i mezzi di comunicazione disponibili, quali le Reti sociali. Perché se il negazionismo dovesse prevalere, non usciremmo dalla tragedia che ha investito il mondo intero.

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