Le trovate di Trump

Non era stato difficile prevedere (v. mia nota di mercoledì scorso) che da qui alle elezioni del 3 novembre Trump sarebbe ricorso a vere e proprie trovate di politica interna ed estera dirette a tentare di riconquistare i consensi in calo (le notizie più recenti su pandemia ed economia USA  non fanno che peggiorare le cose). Colpo su colpo, ne sono venute due: la prima, un suggerimento per Twitter che le elezioni siano spostate nel tempo; la seconda, la decisione di ritirare 12.000 militari americani dalla Germania.

La prima costituisce un quasi patetico intento di prendere tempo, nella speranza che qualcosa succeda (approvazione di un vaccino, ripresa dell’economia) che possa migliorare l’immagine presidenziale, ma dietro la proposta c’è a mio avviso qualcosa di più importante e, in certo modo, pericoloso. Trump la giustifica con l’accusa (non dimostrabile) che le votazioni per posta si prestano a frodi massicce. Facile pensare che così si stia preparando il terreno per il rifiuto di accettare un’eventuale sconfitta (timore di cui si parla apertamente e diffusamente, e non solo da parte democratica). Dico questo perché persino Trump deve sapere che la data delle elezioni è fissata per legge immemorabile e solo il Congresso può modificarla; inoltre, secondo la Costituzione, il mandato di Presidente e Vicepresidente non può andare oltre il 20 gennaio, per cui, se l’elezione avvenisse oltre quella data, ad assumere la presidenza sarebbe la Presidente della Camera, la democratica Nancy Pelosi, una nemica acerrima. È però facile immaginare che il suggerimento di Trump si presterà ad essere un nuovo argomento di incendiata polemica.

Il ritiro di truppe dalla Germania (una metà, però, dovrebbe a quanto pare restare in Europa e precisamente nelle basi in Italia) mira a vari obiettivi: realizzare un’economia di spesa, compiere la promessa di riportare i ragazzi americani a casa, tendere un ramoscello d’olivo a Putin e fare un dispetto ad Angela Merkel, cominciando ad attuare la minaccia di castigare un paese che non fa e non spende abbastanza per la propria difesa. È da sperare che il ritiro di 12.000 soldati non indebolisca irreparabilmente la struttura difensiva della NATO in Europa, ma non penso che questo a Trump importi nulla. Gli alleati europei lui li vede come degli inutili parassiti, tutti intenti a dissanguare gli Stati Uniti. Il solo, vero, partner utile in prospettiva è da sempre per lui lo zar Putin. C’è da tremare a pensare quanti e quali guasti Trump potrebbe combinare in un secondo mandato.

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