Bologna 1980: quarant’anni di tutto e di più

Certezze intorno alla strage della stazione di Bologna ve ne sono alcune che, purtroppo, non fanno altro che confermare tutti i dubbi che dal 2 agosto 1980 avvolgono questa vicenda. Certezze sono il numero dei morti, 85 e oltre duecento feriti; certezze sono le condanne a Francesca Mambro e a Valerio Fioravanti che, a fronte di altri ergastoli cui sono stati condannati, hanno sempre respinto ogni accusa di essere coinvolti nei fatti di Bologna. Fioravanti a più riprese, oltre a ribadire la sua innocenza, come la propria compagna, che a sua volta si è assunta le sue responsabilità morali e politiche, non abbia mai partecipato a fatti di sangue. I fatti sono il numero incredibile di processi, imputati, condanne e assoluzioni che si sono rincorse e i processi per depistaggio che hanno visto spuntare i nomi di alcuni protagonisti che sono ricorrenti negli episodi più salienti a far data almeno dalla bomba di Piazza Fontana del 1969.

La non certo affidabilissima Wikipedia riporta una serie di ipotesi sui fatti che da sole riempirebbero interi volumi; e non era ancora l’epoca delle fake e delle bufale che si rincorrono in internet. Francesco Cossiga e Giovanni Spadolini parlarono di una pista libica che sembra sia stata poco seguita nel corso delle indagini. Massimo Carminati venne condannato e successivamente assolto da accuse di depistaggio. Altri personaggi a vario titolo coinvolti sono Francesco Pazienza, Stefano Delle Chiaie, Licio Gelli, comunque condannato per depistaggio, e la sua P2; la Banda della Magliana della quale almeno un membro mai è rimasto fuori dalla stragrande maggioranza delle indagini per episodi di criminalità dagli anni settanta ad oggi. Altre ipotesi hanno ipotizzato che Bologna fosse un diversivo per depistare il disastro aereo di Ustica, inevitabile anche teorie complottistiche e la versione del terrorista filo palestinese Carlos che tira in ballo CIA e Mossad. La versione dell’ambiguo testimone Massimo Sparti hanno probabilmente contribuito in maniera non indifferente a indirizzare gli inquirenti su piste rivelatesi errate.

Luigi Ciavardini, all’epoca dei fatti ancora minorenne e la cui posizione processuale venne in origine stralciata, è stato condannato nel 2007, quasi trent’anni dopo i fatti, sulla base delle testimonianze di Angelo Izzo, altro personaggio inquietante, condannato per il massacro del Circeo del 1975 e all’epoca detenuto. Gilberto Cavallini è stato condannato quest’anno al nono ergastolo della sua carriera criminale per concorso nella strage dopo che era stato condannato per concorso in banda armata per gli stessi fatti nel 1995.

E’ sempre del 2020 la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale che avrebbe agito in concorso con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, tutti deceduti, ed essere il mandante della strage; anche per altri due ex militari, nello stesso provvedimento, si chiede il rinvio a giudizio per altre ipotesi di depistaggio.

L’unica certezza tangibile, appare essere più che mai l’assoluta incertezza su questa vicenda, forse addirittura al di là delle sentenze; specialmente la prima lascia dubbi sulla presenza dei principali condannati a Bologna il due agosto. Versioni alternative sono emerse da più parti, anche trasversali e non certo immaginabili. Già nel decennale della strage il deputato Luigi Cipriani di Democrazia proletaria, avanzò forti dubbi sulla matrice fascista della strage; anche Ersilia Salvato di Rifondazione Comunista e Luigi Manconi, verde, aderirono al comitato non casualmente denominato “…e se fossero innocenti?”. Dubbi sono stati avanzati anche da Rossana Rossanda e Sandro Curzi, che hanno detto la loro in tal senso.

Non possiamo che attendere un possibile nuovo processo a quarant’anni di distanza, ancora per cercare di individuare i mandanti, ma ancora di più, attendiamo la risposta alla domanda che, sembrerebbe, non ci si sia posti, vale a dire in merito a questa strage, e a molte altre ancora avvolte dal dubbio, chi materialmente ne abbia tratto vantaggio.

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