Juita Mohamad (ISIS Malesia): la partita commerciale ASEAN-Cina-UE

Nelle ultime settimane, mentre l’Europa al suo interno si divideva sulle risorse da destinare al  Recovery Fund, l’ASEAN “compieva il sorpasso” come partner commerciale principale di Pechino, proprio a scapito di Bruxelles.

La Cina sta infatti gradualmente tornando ai livelli di produzione pre-Covid 19, e con la propria domanda di prodotti minerari in crescita, a trarne beneficio sono stati i principali produttori dell’ASEAN, quali Indonesia, Malesia e Laos. Altri settori che trarranno beneficio dalla ripresa della produzione cinese saranno quelli dei semiconduttori e dell’elettronica, stimolati dallo sviluppo della tecnologia 5G.

Inoltre, ci saranno ulteriori sforzi per una maggiore integrazione commerciale regionale tra le economie dell’ASEAN + 3 (Cina, Giappone e Corea del Sud), che servirà a fare da contrappeso all’aumento delle politiche protezionistiche da parte degli USA, rendendo queste economie più resistenti agli shock di volatilità esterni. Ciò avrà un effetto positivo anche sui flussi di capitali e di investimenti esteri in entrata verso i paesi dell’ASEAN.

Intervistata da Futuro Europa, l’economista Juita Mohamad, Research Fellow in Economics, Trade and Regional Integration dell’ISIS (Istituto di Studi Strategici e Internazionali della Malesia), ha sostenuto che ci vorrà del tempo prima che le economie ASEAN si riprendano dalle misure di lockdown imposte, osservando un “calo complessivo della domanda interna e internazionale di beni e servizi in tutti i paesi dell’ASEAN”.

Mohamad nota come “la priorità” per i paesi dell’ASEAN al momento sia quella di salvare le proprie PMI che costituiscono la maggior parte delle aziende e rappresentano anche importanti fonti di sostentamento e impiego sia nel settore formale che informale. L’economista, inoltre, indica che la creazione di reti di sicurezza sociale e una maggiore cooperazione tra i paesi dell’ASEAN sarà fondamentale per superare il periodo di crisi attuale.

Mohamad ha confessato che il Vietnam, presidente di turno dell’ASEAN Chairmanship, avrà un ruolo molto difficile da svolgere, soprattutto nel chiedere ai singoli paesi maggiore cooperazione regionale per combattere la pandemia. A differenza dell’UE, infatti, che ha raggiunto un accordo di principio sul finanziamento comune del Recovery Plan, i paesi dell’ASEAN stanno ancora discutendo sull’istituzione di un fondo di risposta, che è stato pianificato al summit di aprile, ma “ad oggi non sono ancora disponibili ulteriori informazioni sulla dimensione del fondo stanziato”, osserva Mohamad.

Mohamad ha infine ammesso come “diversi paesi siano più propensi a una risposta nazionale” o a una collaborazione bilaterale tra paesi confinanti quando si tratta di combattere la diffusione del virus. In questo “la leadership dell’ASEAN” è venuta a meno, “ora più che mai l’ASEAN ha bisogna di trovare la sua vera anima” e comprendere a pieno quello che aspira ad essere, ha concluso l’economista.

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