2020 Anno internazionale della salute delle piante

Paradossale, ma è proprio così: il 2020, anno della pandemia da Coronavirus, che si pensa si sia diffuso anche a causa dell’alterazione degli equilibri della Natura, è allo stesso tempo l’Anno internazionale della salute delle piante.

L’idea nasce per opera della FAO, la quale, con questa iniziativa, si pone due obiettivi. Il primo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla correlazione tra il benessere della Terra e il benessere dell’uomo. Gli ecosistemi forestali svolgono azioni fondamentali per la nostra salute quali, ad esempio, la trasformazione dell’energia solare nell’energia chimica che alimenta la vita, fungono da filtro disinquinante assorbendo e degradando molti dei composti contaminanti prodotti dall’uomo, forniscono materie prime. Il secondo è quello di mettere in primo piano i problemi causati al mondo vegetale per mano dell’uomo.

La FAO dunque, ponendosi l’obiettivo di mantenere in salute la Terra si prende carico della nostra salute. Un compito non da poco, tenuto conto dei grandi mali che ogni giorno mettono a repentaglio la flora e la fauna del Pianeta. Le attività umane hanno alterato gli ecosistemi, determinando cambiamenti climatici: dagli incendi dolosi appiccati per fare spazio a coltivazioni, alle malattie e ai parassiti che ogni anno distruggono il 40% delle coltivazioni mondiali (un esempio per tutti che ci tocca da vicino: la xylella che ha attaccato gli ulivi, anche secolari, in Italia).

Al riguardo, sul sito della FAO sono indicate tutte le iniziative collegate all’Anno internazionale della salute delle piante. Tra queste, il Festival Plant Health, previsto a Torino, che prevede conferenze, spettacoli e mostre dedicate alla salute delle piante, dell’ambiente e dell’essere umano.

A sostegno del successo di questo progetto è stata emanata la Convenzione internazionale per la protezione delle piante a cui si affianca la Giornata mondiale dell’alimentazione in calendario per il 16 ottobre 2020 e l’hashtag #PlantHealth da usare per diffondere contenuti sui social.

©Futuro Europa® Le immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione

Condividi
precedente

L’Europa esiste

successivo

Europa, irrinunciabile ma da ridefinire

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *