Sir – Cenerentola a Mumbai (Film, 2018)

Rohena Gera, regista e sceneggiatrice indiana nata nel 1973, studia negli Stati Uniti, si perfeziona alla Paramount ed è un nome importante di Bollywood (Un padre per mio figlio, Un pizzico d’amore e di magia), al punto che scrive molte serie televisive di successo. Sir – Cenerentola a Mumbai è il suo primo lungometraggio per il cinema, così ben sceneggiato e fotografato da convincere la critica internazionale, fino alla meritata selezione a Cannes 2018 per la Semaine de la Critique.

Un film teatrale, basato sulle interpretazioni di due ottimi attori: Tillotama Shome – la domestica tutta cuore e dolcezza – e Vivek Gomber, il padrone innamorato. La regista è molto brava a dosare immagini e parole, senza eccedere con le seconde e senza mai scadere nella deriva da telenovela, sempre dietro l’angolo in simili soggetti. Il personaggio della giovane vedova che viene dal villaggio e trova lavoro in città come domestica è costruito alla perfezione, con la sua passione per la moda, l’amore per la sorella, la voglia di riscatto e di sognare. Al tempo stesso anche il personaggio maschile è ben tratteggiato come figura di uomo deluso da un matrimonio non andato a buon fine che s’innamora della dolcezza di una domestica che lo accudisce in silenzio, senza essere invadente, dando buoni consigli di vita.

La storia ci permette di entrare nella società indiana composta da caste e steccati sociali impossibili da superare, dove l’amore tra un ricco padrone e una domestica è impossibile da far accettare all’opinione pubblica e alla famiglia della classe superiore. La regista riproduce diverse cerimonie rituali indiane, balli popolari, feste e la vita di un paese tra le montagne, così diversa da quella di una metropoli come Mumbai. Fotografia magistrale, sia delle campagne indiane che del lungomare cittadino, con suggestivi spaccati notturni della città costellata da grattacieli. Sceneggiatura senza sbavature, basata su una trama semplice, quasi essenziale, una storia d’amore sui generis che viene costruita giorno dopo giorno, con piccole attenzioni e frammenti di dialoghi, improvvise mancanze e voglia di tenerezza. Montaggio compassato, come la storia pretende, ma il film non risulta né lento né prevedibile; da notare un finale aperto e una doppia sorpresa – che non sveliamo -, con la ragazza che finalmente riesce a chiamare il padrone per nome, senza usare l’appellativo Sir. Interpreti eccellenti, ben calati nella parte.

Sir – Cenerentola a Mumbai è vero cinema, ricorda il nostro neorealismo minimalista, un campo nel quale eravamo maestri e che abbiamo abbandonato per girare insulse commedie televisive. Recuperatelo nei circuiti Fice.

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Regia: Rohena Gera. Interpreti: Tollotama Shome, Vivvek Gomber, Rahul Vohra, Geetanjali Kulkarni, Ahmareen Anjum. Produzione: India, Francia. Titolo francese: Monsieur.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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