Nemiche per la pelle (Film, 2016)

In breve la storia, prevedibile e scontata come poche. Lucia (Buy) e Fabiola (Gerini) si odiano da sempre; la prima è l’ex-moglie di Paolo, la seconda è la moglie attuale, ma soprattutto hanno due caratteri profondamente diversi. La morte improvvisa del marito le costringe a frequentarsi perché ricevono in eredità un figlio che l’uomo aveva avuto da un’amante cinese. Lucia e Fabiola tutto sembrano poter fare nella vita ma non le madri: la prima psicanalizza animali e non ha un buon rapporto con gli uomini, la seconda è una volgarissima dirigente d’azienda completamente incapace di amare. Finiranno per affezionarsi al piccolo e lotteranno entrambe per averlo, anche in un’aula di tribunale – guarda un po’ i casi della vita! – diventando persino amiche.

Garbata quanto si vuole, come ha detto qualche critico più bravo di me, Nemiche per la pelle di Luca Lucini resta una commedia insulsa, priva di ogni aggancio alla realtà, molto più vicina ai territori della farsa ridanciana che alla commedia sofisticata. Nemiche per la pelle è un prodotto pretenzioso, accettabile solo per una serata televisiva, visto lo spessore da fiction dozzinale a base di personaggi stereotipati e monodimensionali. Troviamo molto più cinema in recenti prodotti televisivi – curati nelle scenografie ed elaborati a livello di sceneggiature – che in questa storia banale e scontata di due madri adottive protese a contendersi un bambino ereditato da un ex marito. Gli sceneggiatori descrivono i caratteri di Lucia e Fabiola con tratti troppo rozzi e marcati per essere veri, senza sfumare le differenze, limitandosi ad accentuare il lato intellettuale della prima e il modo di fare burino della seconda.

Le attrici scelte per le due interpretazioni, in compenso, sono perfette, i personaggi calzano a pennello sulla loro impostazione teatrale. Bene anche Paolo Calabrese nei panni dell’avvocato senza personalità, un semplice oggetto nelle mani di Fabiola che lo tiene a stipendio fisso. Giampaolo Morelli è il bel Giacomo, pittore evanescente e irresponsabile, innamorato di Lucia, ma pure il suo personaggio è scritto con caratteristiche troppo fumettistiche. Fotografia televisiva. Colonna sonora monotona. Montaggio rapido e asciutto. Luca Lucini è il regista di Tre metri sopra il cielo. Abbiamo detto tutto. Il film è banale e improbabile, consigliato solo a chi non pretende troppo dal cinema.

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Regia: Luca Lucini. Soggetto: Margherita Buy, Doriana Leondeff. Francesca Manieri. Sceneggiatura: Doriana Leondeff. Francesca Manieri. Fotografia: Claudio Cofrancesco. Montaggio: Massimo Fiocchi. Scenografia. Luca Servino. Musiche: Fabrizio Campanelli. Produttore: Donatella Botti. Casa di Produzione: Bianca Film, Rai Cinema. Durata. 92’. Genere. Commedia (?). Interpreti: Margherita Buy, Claudia Gerini, Paolo Calabrese, Giampaolo Morelli, Lucia Ragni, Mihaela Irina Dorlan, Gigio Morra, Andrea Bosca.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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