Kevin, Lisippo

Penso all’attore Kevin Spacey. Fino a qualche giorno fa era il Male. Confronto a lui, Lucifero era un dilettante. Un porco pedofilo assatanato di carne giovane. Un attore favoloso che ha recitato in film bellissimi all’improvviso gettato nella polvere da ragazzi che sostenevano di essere stati molestati da lui.

Non entro nel merito di “molestia”, a un certo punto in America sono impazziti tutti, tanto è vero che mi raccontavano amici molto credibili che nessun avvocato più prendeva l’ascensore da solo, sempre accompagnati, uomini e donne per mettere le mani avanti in caso di accuse. Insomma nemmeno più una sana palpatina girava da quelle parti. Le donne e gli uomini non abbordavano più nei bar; pare ci sia stata un’impennata verso la frequentazioni delle prostitute: quelle o quelli almeno sono professionali, raramente ti trascinano in tribunale. Insomma, il povero Kevin viene dato in pasto ai media da buco della serratura. E’ gay, si sa ma gli piacciono giovani, che novità.

E quelli che vanno con lui sono anime innocenti la cui gioventù ingenuamente viene violata. Ci credo come lo vedessi ora. Intanto lui perde il lavoro; da attore super richiesto a scarto della società. Anche Ridley Scott lo sostituisce nel film sul rapimento Getty; a proposito Ridley, uno dei tuoi film peggiori, davvero brutto. Insomma Kevin subisce una sorta di damnatio nomen, roba da purghe staliniane. Poi però, udite udite, il tribunale lo scagiona e puff tutto come prima.

Come prima un tubo, direi. Chi lo ripagherà dell’amarezza senza parlare dei mancati guadagni? Nessuno, l’opinione pubblica è banderuola, ti ama poi ti odia poi ti ama poi ti odia. E lui con classe ed eleganza torna al pubblico recitando “Il pugile a riposo”  a sorpresa e dopo due anni di silenzio. E lo fa a Roma, nella cornice di Palazzo Massimo, nel corso di un appuntamento tenuto segreto fino all’ultimo. La star ha letto la poesia di Gabriele Tinti dedicata all’atleta del ring con accanto la statua bronzea attribuita a Lisippo e conservata all’interno dello stesso museo.

Come dire un ritorno di classe, particolare e straordinario, Bravo Kevin. Io personalmente me ne frego con chi vai a letto. Sei un attore con i fiocchi, ma la società non perdona gli outsider, li tollera ma prima o poi la zampata arriva; la tua sembra sia ormai un lontano doloroso ricordo.

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