L’ingrediente segreto (Film, 2017)

La cinematografia macedone non gode di grande stampa né di considerazione internazionale, ma questo piccolo film di Gjorce Stavreski – prodotto nel 2017 e distribuito in Italia solo di recente – sta suscitando l’attenzione di critica e pubblico. Proposto per il Premio Oscar come miglior film straniero (non è entrato nella cinquina), vince il Bergamo Film Meeting e riscuote successo a Valencia.

Vediamo in breve la storia. Vele vive alla periferia di Skopje con il padre Sazdo, gravemente ammalato di cancro ai polmoni. Il figlio cerca di aiutare il genitore ma non ha abbastanza soldi per comprare le costose medicine di cui ha bisogno. Prima impedisce al padre di suicidarsi, quindi decide di percorrere strade alternative quando trova un pacchetto di marijuana e scopre gli effetti benefici che l’erba ha sui malati di tumore. Prepara una torta con tale ingrediente segreto e rimette in forma il padre, attirando le attenzioni dei vicini che vogliono provare la torta miracolosa. Finale da thriller corretto in commedia con i criminali che danno la caccia a Vele e Sazdo per recuperare la droga perduta.

Molto bravo il regista a costruire una commedia brillante partendo da argomenti seri, raccontando la vita e tutte le problematiche della società macedone, povera e corrotta. Una lezione che ben conosciamo, in fondo, perché erano gli ingredienti della miglior commedia all’italiana, quella di Scola e Maccari, di Benvenuti e De Bernardi. Viene fuori un quadro sconfortante di una società in pieno degrado, con mezzi di trasporto obsoleti, abitazioni sporche e cadenti, lavori mal pagati, sanità basata su raccomandazioni e superstizione dilagante. Non solo, il regista punta il dito sulla criminalità, sugli spacciatori di droga, sulla difficoltà di alleviare i dolori provocati da una malattia terribile in un paese che non fa niente per aiutare i poveri. I furbi fuggono dalla Macedonia, dice il protagonista, sottolineando il dramma sociale vissuto da un intero paese.

Stavreski gira un film dotato di grande fotografia, con molte soggettive, primissimi piani e convulse riprese con la macchina a mano. Il regista è molto bravo a dosare vita quotidiana, dramma familiare, problemi sociali, momenti comici e drammatici, componendo un film risolto e divertente, a tratti intenso e commovente, mai sdolcinato e retorico, così potente da non fare sconti a nessuno. Ottima le recitazione degli attori, quasi tutti maschi, perché la componente femminile è soltanto di contorno, in tre piccoli ruoli poco influenti. Un film da vedere, anche per conoscere a fondo la vita di un popolo.

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Regia: George Stavreski. Genere: Commedia. Durata: 104’. Paese di Origine: Macedonia. Interpreti: Blagoj Veselinov, Anastas Tanovski, Aksel Mehemet, Aleksandar Mikic, Miroslav Petkovic, Dime Iliev, Simona Dimkovska.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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