Selene Pulcini: falconeria, un mondo da scoprire

Durante la sessione TedX Bologna Women – Perspective abbiamo avuto il piacere di intervistare Selene Pulcini. Nata a Terni, cittadina dell’Umbria in mezzo alle montagne, dopo aver studiato lingue straniere senza sentirsi appagata dal cammino che stava intraprendendo, ha deciso di cambiare strada e fare un salto in una direzione insolita. Ha seguito il suo istinto selvatico e ha contattato un falconiere e ha iniziato a cimentarsi nella falconeria. Quando ha iniziato ad assistere anche a scene di caccia col falco con aquile e falconi ha capito cosa davvero significa collaborare con un falco, sentirsi in volo insieme a lui anche se i piedi restano a terra. Questi animali, concepiti perfettamente dalla natura stessa per fare del volo una strategia di sopravvivenza sopraffine al punto da diventare modelli per l’ingegneria umana, hanno suscitato in Selene un fascino irrefrenabile e da allora non potrebbe vivere senza di loro e senza volare.

Durante il talk ci hai raccontato di come la falconeria sia sempre stata praticata dalle donne, ma nell’immaginario comune pare essere più uno sport maschile, soprattutto considerando la sua origine medioevale quando le donne erano ancora più sottomesse rispetto ad oggi.

Sì, ma la falconeria era un’attività che era praticata normalmente dalle donne anche nel medioevo, piuttosto altre arti, quali la pittura e la scultura, erano generalmente precluse alle donne. La falconeria era assolutamente permessa alle donne, il possesso dei rapaci nel medioevo non era vietato, solo c’erano delle tipologie di rapaci più adatte al Re, al Principe o alle Dame. Però era comunque permessa la caccia con il falco, pensa che Maria di Borgogna morì a causa di una caduta da cavallo durante una caccia con il falcone.

Oggi la falconeria è ancora vista come caccia?

In tutto il mondo la falconeria è considerata attività venatoria, io ad esempio ho sia la licenza di caccia che il porto d’armi.

Vuoi dire che il falco è considerato un’arma?

Esatto, è considerato un’arma, quindi è necessario il porto d’armi, ma ovviamente si può benissimo fare solo del volo libero. Io faccio dimostrazioni di volo oltre che di caccia. La mia vita è totalmente orientata verso i falchi.

Durante lo speak hai parlato anche di come sia un’attività legata anche alla ripopolazione.

Non io di persona, ma spesso i falconieri collaborano con allevatori ed enti per la ripopolazione, come nel caso del falco pellegrino. Questo perché i falconieri conoscono le dinamiche di caccia dei rapaci, pertanto nella reintroduzione in natura dei selvatici, sono di aiuto per insegnargli a cacciare da soli e quindi a sopravvivere.

Dicevi che i falchi ed i rapaci in genere non sono animali adatti alla pet therapy, ma viceversa noi cosa possiamo imparare da questi splendidi animali?

Forse a stare al di sopra dei problemi, quando un rapace è in volo e non vuole essere disturbato da altri animali, tende a salire sempre più in alto e guardare il mondo da lassù.

Altra cosa che ci ha colpito è che il falco non torna automaticamente sul braccio del falconiere come eravamo abituati a pensare.

No per niente, chiaramente gli animali che usiamo nelle dimostrazioni ci conoscono e si fidano ciecamente di noi, ma prima di far volare un animale davanti al pubblico si fa un grande lavoro di costruzione di un rapporto di fiducia con il falco. Lui torna da me proprio per questa fiducia che si instaura.

Se uno volesse avvicinarsi a questo mondo o anche solo vedere una dimostrazione di volo, come deve fare?

Personalmente io lavoro con Falconeria Freddy di cui si trova il sito, ci sono numeri e recapiti per ogni informazione. Da aprile ad ottobre noi siamo in giro per tutta l’Italia ed è facile trovarci nelle rievocazioni medioevali.

[Si ringrazia TedX Bologna per la disponibilità ed il supporto – NdR]

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