Il ragazzo invisibile (Film, 2018)

Gabriele Salvatores ci riprova e torna sul luogo del delitto più di tre anni dopo. Non era stato un successo nel 2014 Il ragazzo invisibile – poco visto e poco apprezzato – non lo sarà questo stanco sequel Il Ragazzo invisibile – Seconda generazione, che rispetto al primo non gode del fattore sorpresa e non è sorretto da una sceneggiatura degna di questo nome. Michele Silenzi è diventato un adolescente, ha perso la mamma adottiva in un incidente stradale e – proprio come L’Uomo Ragno – convive con il senso di colpa di essere responsabile della sua morte. In compenso ritrova una sorella speciale come lui, una sorta di Torcia Umana dei Fantastici 4, ma in piccolo, e la madre naturale, che cova propositi di vendetta contro il mondo dei normali. Finale in tragedia che non anticipiamo, ma lo spettatore fa in tempo a rivedere il padre e a fare la conoscenza con un gruppo di speciali che ricordano molto gli X Men della Marvel, seguendo una trama che potrebbe essere stata scritta da Stan Lee o da Roy Thomas, tanto è superficiale e fumettistica.

Effetti speciali eccellenti, da cinema nordamericano, da film di supereroi statunitense, come non ti aspetti dal cinema italiano. Purtroppo la delusione sta nei dialoghi (assurdi e scritti male) e in una sceneggiatura da fotoromanzo nero, da fumettaccio pulp. Ottime scenografie, ambientazione suggestiva tra Malta (dovrebbe essere il Marocco) e Trieste, affascinanti sequenze oniriche, molto genio visionario di Salvatores, purtroppo sprecato in una storia che non regge il confronto con la prima e che naufraga in un mare di banalità, di già visto e già detto. Temi portanti la paura del diverso, l’accettazione di chi viene da un altro mondo, l’emarginazione di chi non si uniforma alla media delle persone, ma anche l’amore e la famiglia, oltre ai problemi adolescenziali appena accennati.

Attori pessimi, a parte Valeria Golino e i caratteristi che interpretano gli speciali (Dario Cantarelli su tutti), soprattutto i protagonisti. Ludovico Girardello è cresciuto nel fisico ma non come attore, Galatea Bellugi sembra una dilettante che non ha mai aperto bocca per recitare e la Rappoport è un po’ troppo schizofrenica per convincere, pure se come cattiva da fumetto ci può stare. Luci e ombre, in definitiva, ma se accettiamo il film come puro cinema di genere, senza pretese, il divertimento è assicurato. Nonostante tutto da vedere.

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Regia: Gabriele Salvatores. Soggetto: Gabriele Salvatores. Sceneggiatura: Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo. Fotografia: Italo Petriccione. Montaggio: Massimo Fiocchi. Effetti Speciali: Victor Pérez, Fabio Traversari. Scenografia: Rita Rabassini.  Produttori: Francesca Cima, Nicola Giuliano, Carlotta Calori. Produttore Esecutivo: Viola Prestieri. Casa di Produzione: Indingo Film, Rai Cinema. Distribuzione: 01 Distribution. Durata: 100′. Genere: Azione, Fantascienza. Interpreti: Ludovico Girardello (Michele), Ksenia Rappoport (Yelena), Kristof Konrad (Igor Zavarov), Galatea Bellugi (Natasha), Ivan Franek (Andreij), Noa Zatta (Stella Morrison), Assil Kandil (Candela), Filippo Valese (Martino Breccia), Enea Barozzi (Brando Volpi), Riccardo Gasparini (Ivan), Valeria Golino (Giovanna), Dario Cantarelli (Speciale con la vista a raggi).

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 [NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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