Family Day al Circo Massimo

Roma – Si è svolto ieri al Circo Massimo il Family Day 2016 indetto dal Comitato “Difendiamo i nostri figli”. Il Presidente del Comitato Massimo Gandolfini ha aperto la manifestazione dando il dato straordinario sull’affluenza, superiore a quella del precedente raduno avvenuto in Piazza San Giovanni il 20 giugno scorso: due milioni di persone, secondo gli organizzatori. Questo terzo Family Day, dopo quelli del 2007 e del 2015, ha visto la partecipazione di famiglie da tutta l’Italia. Presenti istituzionalmente anche tre Regioni: Lombardia, Liguria e Veneto che hanno portato al Circo Massimo il proprio gonfalone.

Nel suo intervento introduttivo Gandolfini ha ringraziato le associazioni e i movimenti che hanno permesso la grande partecipazione, ha salutato tutti i parlamentari presenti invitandoli ad “essere la voce di questa piazza, gli interpreti di una piazza che vi ospita con grande calore” e anche le confessioni religiose scese in piazza oltre quella di fede cattolica, come l’Alleanza evangelica italiana, la Chiesa ortodossa italiana e la Comunità islamica. Gandolfini ha affermato con decisione che “la famiglia non può essere l’istituto ultimo considerato dallo Stato italiano. Questa non è una piazza contro qualcuno ma una piazza laica che si richiama all’art. 3 della nostra Costituzione repubblicana: una piazza contro le ideologie e non contro le persone”.

Gli ha fatto eco Mario Adinolfi, ex parlamentare PD: “Una piazza così non si è mai vista. Una piazza spontanea”. L’invito a Renzi è chiaro: “Renzi ci ricorderemo. Qui si ritrova un popolo che era dato per disperso. Unito a difesa dei diritti civili, quelli dei bambini perché i figli non pagano”. Adinolfi chiarisce anche le ragioni del no al ddl Cirinnà bis affermando che il provvedimento è teso a “rendere la maternità un bene commerciale”. L’intervento del Presidente dei Giuristi per la Vita Gianfranco Amato ha poi “rincarato la dose”: “Siamo venuti a Roma per ‘sguainare le spade di Chesterton’ e per dire un’ovvietà, ovvero che la famiglia è fatta da un uomo e da una donna che generano figli. Questi non sono concetti di destra o di sinistra ma sono questione di natura. Noi ci opporremo al porcellum dei diritti civili senza se e senza ma. Per questo non si accettano compromessi o mediazioni sul ddl Cirinnà”.

Un Family Day che ricalca, con una spiccata aderenza al contesto attuale, l’originalità e il senso autentico del primo raduno pro-family: Paolo Maria Floris, tra i promotori del raduno del 2007, dichiara di essere “qui con lo stesso spirito del 2007 che fermò i DiCo. Questa è una piazza vera e non virtuale”. Mentre la scrittrice Costanza Miriano, leggendo la vicenda del dibattito sulle unioni civili dal suo personale punto di vista di moglie e madre, ha invitato le donne a “tornare ad essere accoglienti e capaci di accogliere la vita, non schiave di un femminismo vuoto”.

E’ intervenuto poi Jennifer Lal, presidente del centro bioetico americano contro la maternità surrogata, ricordando la vicenda di Elton John che ha realizzato la pratica della maternità surrogata proprio negli Stati Uniti d’America e affermando che “la maternità surrogata rende le donne schiave e produttrici di bambini a pagamento; una violenza contro le donne che mettono a rischio la loro vita”.

Gandolfini ha concluso la manifestazione con alcune affermazioni decisamente forti: “davanti alla pratica dell’utero in affitto il movimento femminile degli anni Settanta dovrebbe ‘vomitare’: un bambino strappato dall’utero della madre è inciviltà pura e non può esistere una classe politica pronta a negare tutto questo. Non si può trasformare un desiderio in un diritto. Il ddl Cirinnà non è accettabile dalla prima all’ultima parola, deve essere totalmente respinto. Lo diciamo con chiarezza, onestà e lealtà. Per questo rivolgo un appello alla coscienza dei parlamentari italiani: valutate bene la vostra coscienza perché un giorno delle azioni che farete dovrete rendere conto”.

Molti i politici presenti al Circo Massimo: tra gli altri, Roberto Maroni (Lega), Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Renato Brunetta, Antonio Tajani e Giovanni Toti (FI), Giorgia Meloni (FdI), Francesco Storace (La Destra), il Ministro dell’Ambiente Galletti e Maurizio Lupi (NCD), Beppe Fioroni (PD). Da segnalare la presenza del Sen. Mario Mauro con diversi aderenti al suo movimento politico, i Popolari per l’Italia, caratterizzata da uno striscione dal contenuto in sintonia con gli umori della piazza: “Si scrive Cirinnà, si legge Renzi-Alfano”.

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