L’Uomo Ragno “storico”

Rivedere oggi – a distanza di quasi quarant’anni – due storici film su Spider Man (L’uomo Ragno – The Amazing Spider Man del 1977 e L’Uomo Ragno sfida il drago del 1979) fa sentire tutto il peso del tempo passato e l’inadeguatezza dei mezzi disponibili negli anni Settanta per produrre cinema di supereroi. Eppure le aspettative di noi ragazzini del tempo erano così alte che riempimmo le sale decretando per i due film un piccolo successo commerciale. Produceva niente meno che Columbia, in collaborazione con Marvel Comics e Stan Lee nelle vesti di consulente, poco ascoltato, visti i risultati.

The Amazing Spider-Man (1977) è la migliore delle due pellicole, sviluppata come un poliziesco fantastico, racconta le origini del supereroe – conservando la zia May, J.J. Jameson e persino Robbie Robertson – facendo conoscere la vita di Peter Parker, studente di fisica, che per arrotondare fa il fotografo al Daily Bugle. Niente fidanzate, né vita privata, nessun riferimento a super poteri con super problemi, né complessi di colpa per la morte dello zio, nessun amico particolare, neppure l’ombra di Gwen, Betty e Mary Jane. Non ci sono supercriminali da combattere ma solo un perfido santone che ipnotizza persone insospettabili e le convince a compiere atti criminali.

Effetti speciali più che artigianali, ai limiti del ridicolo, un Uomo Ragno in calzamaglia rosso blu che non parla mai, scalate di palazzi realizzate con pellicole sovraimpresse e sequenze in studio con piani inclinati che rappresentano grattacieli. Stile di regia approssimativo, E. W. Swackhamer usa lo zoom senza sosta e si spreca in panoramiche di New York, mentre  Alvin Boretz scrive e sceneggia una storia così elementare da far rimpiangere i fumetti. Tutto sommato il film è abbastanza ispirato al personaggio di carta, conserva l’ingenuità delle storie originali, il morso del ragno radioattivo, il costume, la ragnatela sintetica che sembra una corda, i dialoghi banali e superficiali. Un film macchinoso, lento, fotografato in quattro colori, privo di suspense e con molte scene ripetute delle scalate sui palazzi.

Interprete principale un inespressivo Nicholas Hammond, che torna un anno dopo da protagonista per L’Uomo Ragno sfida il drago (1979), di gran lunga peggiore dell’originale. L’azione si sposta da New York (primo tempo) a Hong Kong (secondo tempo); l’Uomo Ragno aiuta il ministro cinese Min Lo Chan – amico di Jonah Jameson – e la nipote Emily Loo a rintracciare alcuni testimoni che devono scagionarlo da un’accusa infamante. Parodia dei film esotico-polizieschi, thriller spionistico privo di suspense, con accenni di kung-fu alla Bruce Lee e mafia cinese, canto del cigno fino ai tempi moderni per il tessiragnatele al cinema.

Il rispetto per il fumetto va a farsi benedire, la psicologia di Peter Parker è inesistente, gli si illuminano gli occhi quando percepisce un pericolo e sembra possedere la vista di Superman. La ragazza di turno è la nipote del ministro cinese che scopre persino la sua identità segreta ma promette di non rivelarla a nessuno, dal momento che tanto vive in Cina (sic!). Un film ancora più lento del precedente, scritto da Lionel E. Siegel, girato da Don McDougall, omettendo di seguire i saggi consigli di Stan Lee, che per la delusione si strappa i pochi capelli che ancora possiede. Forse è questo il motivo per cui la Marvel decide di creare una sezione cinema – curata da Stan Lee in persona – per realizzare senza intermediari i film ispirati ai fumetti. Per lo meno, se tradiscono lo spirito delle storie su carta, possono sempre dire di aver voluto operare un rinnovamento radicale del personaggio.

Rivedere Spider-Man prima maniera è come fare un viaggio nel passato, ripensando ai fumetti Marvel-Corno che presentavano le due pellicole come eventi epocali. Forse lo erano davvero.

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The Amazing Spider-Man (1977) – Regia: E. W. Swackhamer. Soggetto e Sceneggiatura: Alvin Boretz. Consulente: Stan Lee. Fotografia: Fred Jackman. Montaggio: Aaron Steell. Art Director: James Hulsey. Produzione: Columbia Pictures. Produttori Esecutivi: Charles Fries, Daniel R. Goodman. Produttore: Edward J. Montagne. Musica: Johnnie Spence. Interpreti: Nicholas Hammond, David White, Michael Pataki, Hilly Hicks, Lisa Eilbacher, Dick Balduzzi, Jeff Donnell, Robert Hastings, Barry Cutler, Thayer David.

L’Uomo Ragno sfida il drago (1979) – Regia: Don McDougall. Soggetto e Sceneggiatura: Lionel E. Siegel. Fotografia: Vince Martinelli. Consulente: Stan Lee. Montaggio: Howard Dimsdale, Fred Roth, Erwin Dumbrille. Art Director: Julian Sacks. Produttore: Lionel E. Siegel. Produttori Esecutivi: Charles Fries, Daniel R. Goodman. Produttore Associato: Malcom Stuart. Produzione: Columbia Pictures. Musica. Diana Kaproff. Interpreti: Nicholas Hammond, Robert F. Simon, Chip Fields, Ellen Bry, Anthony Charnotta, Georges Cheung, Tony Clark, Ted Danson, Michael Mancini, Robert Mayo, Arnold F. Turner, Herman Tweeder, Hagan Beggs, Rosalind Chao, Richard Erdman, John Milford, Benson Fong.

©Futuro Europa®

 [NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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