Andrea Accomazzo: progettare missioni interplanetarie

È ingegnere capo della Divisione Missioni Interplanetarie nel Dipartimento Operazioni dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea). In questo ruolo ha iniziato il suo viaggio alla ricerca dei misteri delle comete. La missione “Rosetta”, che vede protagonista Andrea Accomazzo, nasce quasi come un’impresa inimmaginabile, ma venti anni dopo, la sonda in viaggio per miliardi di chilometri, riesce a raggiungere uno di questi misteriosi corpi celesti.

Mi ha colpito molto il discorso al TedX Bologna sulle tempistiche delle missioni spaziali, 10 anni per la sonda, 20 per preparare la missione, c’è il rischio di non vedere il successo di quello cui si sta lavorando.

Se si guarda il singolo individuo può essere, ma i grandi traguardi sono stati raggiunti spesso dopo una generazione. E’ anche un messaggio per la nostra società, vogliamo tutto subito, immediatamente sul cellulare, per le cose grandi ci vuole tempo a farle, e risorse.

Una delle critiche che vengono portate a questo tipo di attività, è che si spendono tanti soldi, ma senza poi ricadute pratiche.

L’aspetto di cui mi occupo io è scientifico, quindi per soddisfare la nostra curiosità. Ma se noi fermassimo la curiosità dell’uomo non avremmo progresso, ci fermeremmo. Poi le missioni spaziali portano anche benefici pratici, basti pensare alle telecomunicazioni, alla navigazione satellitare, fa tutto parte della nostra quotidianità, anche se non ce ne rendiamo conto. Le previsioni meteo avvengono tramite i satelliti, l’agricoltura dipende tanto da questo.

La sede dell’ESA dove si trova?

La sede amministrativa è a Parigi, quella tecnica-ingegneristica in Olanda, in Germania dove lavoro io quella di controllo dei satelliti che volano, in Italia abbiamo il centro dati osservazioni della Terra, in Spagna quello osservazioni scientifiche, in Germania centro addestramento astronauti.

In un momento in cui si vedono tante divisioni, è un bel segno questa distribuzione europea.

Assolutamente sì, l’ESA per statuto e per volontà degli Stati membri attua distribuzione sugli Stati europei. Secondo me è un ottimo esempio di come gli europei possano lavorare assieme ed in armonia.

Progetti prossimi dell’ESA?

Ci stiamo occupando dell’esplorazione del sistema solare, siamo andati su Marte e Venere, stiamo andando su Mercurio e ci stiamo preparando per Giove. Abbiamo lo stesso entusiasmo dei pionieri e vorremmo mandare un rover su Marte per vedere cosa c’è nel sottosuolo.

Il problema dello spazio attorno alla terra ingombro di rottami è reale?

Contiamo oltre 10.000 oggetti volanti di immondizia spaziale, dobbiamo fare manovre particolari per evitare collisioni, ed è un problema che prendiamo molto sul serio.

[Intervista realizzata in occasione del TedX Bologna grazie al curatore Andrea Pauri e all’ufficio stampa Dora Carapellese – NdR]

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